24 Febbraio 2026

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Sinalunga, l’oro rubato torna a casa: sinergia tra carabinieri e polfer incastra il truffatore

Sinalunga, l’oro rubato torna a casa: sinergia tra carabinieri e polfer incastra il truffatore

Una storia a lieto fine che nasce da un odioso episodio di cronaca, purtroppo sempre più frequente: la truffa del "finto maresciallo". Nella giornata di oggi, 24 febbraio, presso il comando stazione carabinieri di Sinalunga, una signora anziana ha potuto riabbracciare i propri ricordi più cari: si vista, infatti, restituire l'oro che le era stato sottratto con l'inganno lo scorso gennaio.

La dinamica del raggiro

Tutto ha inizio il 17 gennaio, quando la vittima viene raggiunta dalla classica telefonata che gela il sangue: un sedicente avvocato o maresciallo dei carabinieri comunica un grave problema legale per un familiare, risolvibile solo attraverso il pagamento immediato di una cauzione o il versamento di oggetti preziosi. Sotto pressione emotiva, l'anziana cede i propri gioielli.

Indagini lampo: dalle telecamere alla stazione di Roma

L'immediata segnalazione della vittima ai carabinieri di Sinalunga ha fatto scattare un protocollo di indagine serrato. Grazie all'analisi meticolosa dei sistemi di videosorveglianza urbana, i militari sono riusciti a individuare l'auto utilizzata dal sospettato, rintracciandola poco dopo nel comune limitrofo di Torrita di Siena, parcheggiata nei pressi della stazione ferroviaria.

L'intuizione investigativa si è rivelata corretta: il presunto autore del reato, un uomo di origini campane, era già salito su un treno diretto verso sud. Il coordinamento tempestivo con la Polfer di Roma Termini ha permesso di intercettare il soggetto non appena giunto nello scalo capitolino. La perquisizione ha dato esito positivo: l'intero bottino d’oro è stato rinvenuto e sequestrato.

La restituzione e il monito delle autorità

Oggi, su disposizione della Procura della Repubblica di Siena, il personale della Polfer e i Carabinieri di Sinalunga hanno formalmente riconsegnato la refurtiva alla legittima proprietaria.

È doveroso ricordare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La posizione dell'indagato è al vaglio dell'autorità giudiziaria e, secondo il principio della presunzione di innocenza, il soggetto non può essere considerato colpevole fino a un'eventuale sentenza di condanna definitiva.

L'operazione sottolinea l'importanza della tempestività nella denuncia e l'efficacia della rete di sorveglianza tecnologica presente sul territorio, strumenti fondamentali per contrastare un crimine che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione.

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