10 Aprile 2026

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Anziana raggirata da un finto finanziere: i carabinieri di Siena lo incastrano

Anziana raggirata da un finto finanziere: i carabinieri di Siena lo incastrano

La fuga è durata solo pochi minuti, il tempo necessario ai carabinieri di Siena per chiudere il cerchio attorno a un truffatore senza scrupoli. Un uomo di 42 anni, originario della provincia di Salerno, è stato intercettato e denunciato dopo aver raggirato un'anziana con il cinico metodo del 'finto finanziere'.

Un colpo che sembrava riuscito, ma che si è infranto contro la prontezza della vittima e la tempestività dei militari del 112. Due elementi che hanno permesso di assicurare alla giustizia l’ennesimo "professionista del raggiro". I carabinieri della stazione di Siena hanno deferito in stato di libertà il 42enne gravemente indiziato del reato di truffa aggravata ai danni di un'anziana residente nel capoluogo senese.

Il fatto: un copione drammatico

Il malvivente ha utilizzato il consolidato, ma purtroppo ancora efficace, metodo del "sedicente appartenente alle forze dell'ordine". Dopo aver contattato telefonicamente la vittima e averle prospettato una situazione di emergenza riguardante un familiare, l'uomo si è presentato alla sua porta spacciandosi per un militare della Guardia di Finanza. Sotto la pressione emotiva del momento, la donna ha consegnato svariati monili in oro, credendo di aiutare un proprio caro in difficoltà.

L'intervento e il riconoscimento

Subito dopo il fatto, la donna ha compreso l’inganno e ha allertato il 112. Le pattuglie dell'Arma, già in circuito per i servizi di controllo del territorio, si sono precipitate nei pressi dell'abitazione della vittima. Grazie alla descrizione dettagliata fornita dall'anziana, i carabinieri sono riusciti a intercettare il sospettato mentre tentava di allontanarsi. Portato in caserma, il 42enne è stato riconosciuto dalla vittima e successivamente denunciato alla Procura della Repubblica di Siena.

L'analisi: come funziona la truffa del "finto agente"

L’Arma di Siena sottolinea come questo reato colpisca sistematicamente le fasce più vulnerabili. La tecnica segue uno schema preciso. Il contatto: Una telefonata da un sedicente avvocato o rappresentante delle forze dell’ordine. L’urgenza: si comunica che un parente è in stato di fermo o coinvolto in un grave incidente. La richiesta: viene chiesta una "cauzione" o un pagamento immediato per l'assistenza legale o sanitaria. Il ritiro: un incaricato (spesso definito "assistente" o "agente in borghese") si reca a casa della vittima per prelevare contanti o gioielli.

Vademecum: i consigli dei Carabinieri

Per contrastare questo fenomeno, i carabinieri rinnovano l'invito alla massima prudenza, ricordando alcuni punti fondamentali. Come diffidare delle apparenze, i truffatori spesso hanno modi distinti e rassicuranti e non fidarsi del solo tesserino di riconoscimento; spesso sono falsi. Ricordarsi che le forze dell'ordine non chiedono mai denaro o oro per prestare assistenza o per il rilascio di persone fermate. E, infine, chiamare sempre il 112: In caso di dubbi, non aprite la porta e contattate immediatamente il numero di emergenza.

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