19 Gennaio 2026

Icona Meteo 6 °C Cielo coperto

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit. A accusamus cumque excepturi illum iste magni minus quaerat rerum tenetur voluptatibus!

«Su quelle liste ci sono i nomi di tutti noi. Registrano il nostro fallimento»

«Su quelle liste ci sono i nomi di tutti noi. Registrano il nostro fallimento»

«Su quelle liste ci sono i nomi di tutti noi. Registrano il nostro fallimento. Non sono solo fogli o file digitali carichi di nomi di giovani studentesse: le cosiddette "liste stupro" sono l’indice di un fallimento collettivo che colpisce le istituzioni, la società e, in primis, la scuola come luogo di emancipazione», spiega Silvio Ciappi, psicologo, criminologo nell’affrontare il tema delle liste che caratterizza alcune scuole italiane tra cui il Sarrocchi di Siena.

«Quando la paura diventa uno strumento di regolazione sociale e un meccanismo di disciplina per limitare la libertà e l’autodeterminazione delle ragazze, significa che la violenza simbolica ha permeato ogni livello del nostro vivere civile».

Oltre l’emergenza: il bisogno di educazione sentimentale

«Per affrontare questa deriva, non bastano più gli slogan o gli incontri sporadici sul femminicidio. È necessaria una svolta strutturale che riporti al centro del percorso scolastico l'educazione sentimentale. I sentimenti sono i grandi assenti tra i banchi, eppure parlarne è possibile attraverso la psicologia, la letteratura e la filosofia», continua Ciappi autore di saggi di successo sul disagio giovanile tra cui Il Branco.

«Non si tratta solo di trasmettere nozioni, ma di formare gli insegnanti affinché diventino adulti capaci di costruire una comunità dove la differenza di genere non sia sinonimo di sopraffazione. Servono competenze reali e una formazione costante per trasformare la scuola in un presidio di rispetto».

Una educazione sentimentale perché la donna non sia considerata un oggetto da possedere con violenza, oltre la propria volontà. Da una parte si assiste al disegno di legge sul consenso firmato per un atto sessuale, dall’altra la risposta sembra essere invece, le liste di stupro.

Una memoria visiva per non dimenticare

Le liste dovrebbero essere considerate una sorta di pietra d’inciampo per la coscienza collettiva, per capire dove e come intervenire. «Paradossalmente, l'orrore di queste liste non andrebbe semplicemente cancellato», sottolinea Ciappi.

La proposta: giustizia riparativa tra i banchi

Il danno causato da queste liste non riguarda solo le singole ragazze offese, ma ferisce l'intera comunità scolastica. «Per questo, la soluzione proposta guarda a incontri riparativi cadenzati che coinvolgano tutti gli attori: studenti, docenti e personale scolastico», commenta Ciappi.

«È necessario ritagliare spazi dedicati all'educazione affettiva, uscendo dai vincoli dei programmi ministeriali di italiano o storia, per riparare il legame sociale spezzato e ricostruire un senso di responsabilità condivisa. Solo così potremo smettere di leggere i nostri fallimenti su quelle liste», conclude.

© Riproduzione riservata.
Condividi: