23 Aprile 2026

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Svuotavano la società per fuggire dal fisco: maxi sequestro nell'Empolese per frode e bancarotta

Svuotavano la società per fuggire dal fisco: maxi sequestro nell'Empolese per frode e bancarotta

Un intricato sistema di scatole cinesi tra la Toscana, la Campania e la Romania, creato con un unico obiettivo: generare crediti Iva fittizi, incassare finanziamenti statali indebiti e svuotare le casse aziendali prima del crac. È questo lo scenario ricostruito dalla Procura della Repubblica di Firenze e dalla Guardia di Finanza, che oggi hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di quote sociali e di un intero ramo d'azienda nel settore del commercio alimentare.

L’indagine: un milione di euro sottratto all'Erario

L'operazione, condotta dai militari del Comando provinciale di Firenze (Compagnia di Empoli) insieme all'aliquota della polizia giudiziaria, ha messo i sigilli a una società a responsabilità limitata dell'area Empolese-Valdelsa.

Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero messo in atto una classica frode "carosello" a livello transnazionale. Attraverso triangolazioni con società estere e italiane, tra il 2019 e il 2021 il gruppo ha maturato crediti IVA illeciti per oltre un milione di euro. Un meccanismo oliato che è servito anche a trarre in inganno due istituti di credito: presentando bilanci falsificati e fatture per operazioni inesistenti, la società è riuscita a ottenere finanziamenti garantiti dallo Stato per 305mila euro.

La strategia della "società specchio"

Quando i debiti erariali sono diventati insostenibili, gli amministratori hanno tentato la via della distrazione del patrimonio. La strategia era semplice quanto illecita: affittare il ramo d'azienda (mezzi, dipendenti e clienti) a una seconda società, composta dagli stessi soci e amministratori.

Questa nuova entità continuava a operare regolarmente mentre la "vecchia" società, ormai svuotata di ogni bene ma carica di debiti, veniva lasciata andare verso la liquidazione giudiziale. Un sistema volto a frodare i creditori e lo Stato, che oggi è stato interrotto dalla nomina di un amministratore giudiziario che gestirà i beni sequestrati.

Verso il processo: undici imputati a maggio

L'inchiesta non si ferma ai sequestri odierni. Un filone parallelo dell'indagine è già arrivato alla soglia del dibattimento: sono infatti undici le persone rinviate a giudizio. Tra queste figurano gli stessi amministratori di fatto e di diritto della società empolese, che dovranno rispondere di bancarotta fraudolenta e reati tributari.

L'appuntamento in tribunale è già fissato: l'udienza preliminare davanti al GUP di Firenze si terrà il prossimo 5 maggio 2026. Sebbene le prove raccolte dalle Fiamme Gialle siano pesanti – con circa 600.000 euro di crediti illeciti già bloccati prima che venissero erogati – resta ferma la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a sentenza definitiva.

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