Castelfiorentino: il "tesoro" nel borsone della droga. Sequestrati 140mila euro a insospettabile con il reddito di cittadinanza
Un borsone pieno di banconote, oltre 140mila euro in contanti, nascosto in casa mentre fuori, ufficialmente, risultava beneficiario delle misure di sostegno alla povertà. È l’istantanea scattata dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze a Castelfiorentino, dove la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
L'inchiesta: due consorterie albanesi tra Toscana e Lombardia
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Firenze, rappresenta l'ultimo tassello di una complessa indagine che ha smantellato due distinte associazioni a delinquere di matrice albanese. Organizzazioni definite dagli inquirenti come "nuove e autonome", dotate di una struttura logistica solida con basi operative tra le province di Firenze e Siena e canali di rifornimento costanti in Lombardia.
L'operazione, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (Gico) con il supporto dello Scico, aveva già portato, tra dicembre 2025 e gennaio 2026, all'esecuzione di 10 misure cautelari (8 in carcere e 2 ai domiciliari) per traffico internazionale di cocaina e favoreggiamento.
Il "paradosso" del reddito di cittadinanza
Ciò che ha colpito gli investigatori è l'assoluta sproporzione tra il tenore di vita reale e quello dichiarato. L'indagato, destinatario del sequestro di 139.370 euro e 700 franchi svizzeri, è risultato essere completamente privo di un'attività lavorativa lecita. Non solo: nel biennio 2023-2024 l'uomo ha dichiarato redditi minimi, tanto da aver beneficiato del reddito di cittadinanza.
Durante l'interrogatorio, l'uomo non ha saputo fornire alcuna giustificazione circa la provenienza di quella ingente somma di denaro contante. Secondo l'accusa, i fondi sarebbero il provento dell'attività di spaccio condotta in concorso con il figlio, per conto della consorteria criminale.
Il sequestro e la lotta ai patrimoni illeciti
Il Gip ha ravvisato il "periculum in mora" e la netta sproporzione reddituale, disponendo il sequestro ai sensi delle normative antimafia e del testo unico sugli stupefacenti. L'operazione si inserisce in una strategia più ampia della Gdf volta a colpire i patrimoni illecitamente accumulati e a proteggere l'economia legale dalle infiltrazioni della criminalità organizzata.
Attualmente l'indagine è giunta alla fase dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. È doveroso ricordare che il provvedimento eseguito è una misura cautelare reale e che gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
