Marmocchi green: Sei Toscana in classe per educare allo sviluppo sostenibile

I ragazzi della 1B, 2B, 1C e 3C delle medie  Marmocchi imparano che “Da cosa rinasce cosa” attraverso la riduzione e il riciclo.

Marmocchi Green. Dove si mettono i cotton fioc utilizzati? Dove si butta il tubetto di colla vuoto? E le salviette struccanti? Dove si getta l’olio di frittura?

I ragazzi della 1B, 2B, 1C e 3C delle medie  Marmocchi imparano che “Da cosa rinasce cosa” attraverso la riduzione e il riciclo. Una delle priorità del Comprensivo 1 di Poggibonsi è proprio educare allo sviluppo sostenibile dei cittadini del domani. Promotore del progetto green è Sei Toscana che dal 2014 collabora con le scuole toscane per promuovere negli alunni la responsabilità civica e l’impegno individuale.

 È più che mai necessario educare alla tutela dell’ambiente attraverso l’acquisizione di competenze di cittadinanza.  Serena Conforte, tutor della progetto, ha presentato le attività di Sei Toscana  e ha coinvolto i ragazzi in maniera ludica e accattivante.

I ragazzi hanno scoperto la filiera del riciclo, una delle 4R (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero) della gestione dei rifiuti partendo dall’osservazione di cosa avviene in natura, dove grazie al ciclo produttore– consumatore- decompositore non vengono prodotti rifiuti, ma avviene una trasformazione della materia. La nostra società ha invece bisogno delle attività industriali per garantire il riciclo dei materiali.

 Le buone pratiche acquisite potranno essere di stimolo per un comportamento virtuoso anche e soprattutto in famiglia.

Gli alunni sono stati protagonisti del loro processo di apprendimento.

Divisi in gruppi, i ragazzi delle Marmocchi, hanno riflettuto sulle conseguenze dell’errata gestione dei rifiuti, anche alla luce dell’attuale cambiamento climatico. Hanno preso in esame alcuni oggetti-simbolo (bottiglie di plastica, colla, buste di plastica), hanno discusso sulla necessità o meno di acquistarli, sul  loro riutilizzo una volta terminato il primo ciclo di vita  e dove buttarli.

E allora hanno scoperto che i vestiti sono una delle cause maggiori di inquinamento, che l’olio di frittura esausto deve essere portato all’isola ecologica e può essere riutilizzato per fare il carburante (Biodiesel) e per la produzione di saponi. Anche, un altro mito degli studenti, il famigerato bianchetto è tossico e nuoce sia alla salute sia all’ambiente, infatti, oltre ad essere vietato nelle verifiche e negli esami, sulla confezione sono riportati i simboli di prodotto infiammabile e altamente tossico per gli organismi acquatici.

Tutto quanto non si ricicla, deve essere collocato nell’indifferenziato. La destinazione finale sarà il termovalorizzatore.

I ragazzi hanno scoperto che un’alternativa alla raccolta differenziata è il riciclo creativo. Si possono ridurre i rifiuti dando loro una seconda vita: rotoli di cartone, bottiglie di plastica, tappi di sughero possono essere trasformati in oggetti d’arredo. Il Comprensivo 1 da tempo ha fatto del riciclo una sua priorità grazie anche all’estro artistico di Lucia Cristiani che dà nuova vita agli oggetti.

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