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Individuato il presunto investitore dell’Antella

È stato individuato il presunto investitore, poi fuggito, del 61enne deceduto lunedì a seguito delle ferite riportate nell'urto. Si tratta di

È stato individuato il presunto investitore, poi fuggito, di Eloy Baca Escava, il 61enne deceduto lunedì a seguito delle ferite riportate nell’urto. Si tratta di un marocchino di 28 anni. Sono stati i carabinieri della Compagnia Firenze Oltrarno a ricostruire la dinamica e a risalire all’uomo che aveva provocato l’incidente per poi scappare senza prestare soccorso.

Nella tarda serata di ieri i Carabinieri della hanno individuato il presunto responsabile dell’investimento avvenuto in via Brigate Partigiane all’Antella. Il pirata della strada è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di omicidio stradale.

Non appena allertati dal numero di emergenza 112 i militari del Nucleo Operativo Oltrarno e della Stazione di Grassina, hanno scandagliato la zona alla ricerca dell’autovettura responsabile. Nel frattempo hanno anche iniziato una capillare e corposa analisi dei sistemi di video sorveglianza comunali. Hanno cioè visionato centinaia di spezzoni delle telecamere che insistono sulla zona. In un primo momento hanno determinato la dinamica dell’evento, avvenuto poco dopo le 5.30 nei pressi dell’attraversamento pedonale posto prima dell’intersezione con via Carnia.

Dalle immagini si notava il sopraggiungere ad alta velocità di una autovettura che colpiva il pedone. Il corpo veniva proiettato nel luogo dove poi è stato rinvenuto dai sanitari del 118, all’altezza dello stop di via Carnia. Quindi hanno determinato la tipologia di autovettura. Che subito dopo l’impatto, senza mai rallentare la corsa, si era dileguata. Aveva proseguito la marcia e superato il centro abitato dell’Antella.

I militari dell’Arma hanno quindi ricostruito, sempre grazie alle telecamere comunali, a ritroso il percorso svolto giungendo fino al Comune di Firenze. Qui la presenza di una telecamera con dispositivo di lettura targhe ha consentito di restringere il cerchio.

Analizzate le immagini delle telecamere per risalire all’investitore

Dall’incrocio dei dati, i carabinieri sono arrivati ad un soggetto in possesso di una vettura del tutto simile per tipologia di modello a quella ricercata. Quindi si sono subito recati presso la sua abitazione che si trova tra Bagno a Ripoli e Greve in Chianti. Qui hanno notato la presenza dell’automezzo ricercato, una Fiat Punto seconda generazione. L’auto presentava danni compatibili con l’urto avvenuto. In particolare la rottura del faro, dato indicativo in relazione ai frammenti di gruppo ottico rinvenuti sul luogo del ritrovamento del corpo.

Il soggetto ritenuto responsabile, che era in casa, è stato pertanto condotto immediatamente presso la caserma della Compagnia Oltrarno per poter procedere a tutti gli accertamenti connessi e finalizzati a riscontrare gli elementi sino a quel momento acquisiti.

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma l’uomo mentre faceva rientro a casa, avrebbe colpito il 61enne peruviano. Non si sarebbe accorto di nulla, neppure della presenza di alcuno in attraversamento pedonale. E anche a causa dell’elevata velocità mantenuta, in un tratto di strada pienamente inserito nel contesto cittadino, dopo l’investimento avrebbe proseguito la sua marcia senza accennare ad un rallentamento.

Accusa di omicidio stradale per l’investitore

Con tutti questi elementi, ritenuti sufficienti dai carabinieri per poter sostenere in questa fase la colpevolezza dell’uomo, lo hanno sopposto a fermo di indiziato di delitto. Hanno informato la Procura della Repubblica di Firenze e lo hanno trasferito presso la casa circondariale di Firenze Sollicciano.

Intanto l’attività prosegue nella fase delle indagini preliminari. Devono ancora procedere all’esame degli elementi acquisiti e di quanto accertato in capo al soggetto fermato, un uomo classe 95 di nazionalità marocchina. Il 28enne sarà nei prossimi giorni sottoposto ad interrogatorio da parte del Tribunale di Firenze, che determinerà poi sulla convalida del fermo e sull’eventuale applicazione di misure cautelari nei suoi confronti.

L’effettiva responsabilità della persona destinataria della misura pre cautelare, in uno con la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a suo carico, sarà vagliata nel corso del successivo processo. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore della persona sottoposta ad indagini.

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