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Cordoglio per la scomparsa di Franco Provvedi

Il cordoglio della città per la scomparsa di Franco Provvedi. Classe 1941, Franco Provvedi è stato per decenni
Franco Provvedi

Il cordoglio della città per la scomparsa di Franco Provvedi. Classe 1941, Franco Provvedi è stato per decenni alla guida del Centro Insieme, già Centro Anziani. «Un luogo di cui è stato costante riferimento», dice il sindaco David Bussagli. «Un luogo che ha saputo far crescere, insieme a tanti altri volontari, come spazio di incontro, di formazione e di socializzazione. Una persona sempre disponibile e da sempre impegnato nel tessuto associativo e nella vita politica e sociale della città».

Franco Provvedi, già segretario di una delle sezioni del PCI a Poggibonsi, è stato consigliere comunale negli anni Settanta. Anni di grandi cambiamenti sociali, in cui prendeva corpo il progetto per la realizzazione delle scuole materne. Nasceva il primo embrione del Consorzio socio sanitario, la prima farmacia comunale e la prima scuola di musica. Anni in cui il Consiglio Comunale di Poggibonsi adottò il Piano Regolatore. Ex operaio, fu fautore e poi presidente di una Cooperativa di operai. Una volta pensionato si era riavvicinato al mondo del sociale che aveva già seguito con entusiasmo ai tempo del suo essere consigliere comunale.

Il suo impegno di volontario lo portò alla guida del Centro Anziani, spazio che si poneva l’obiettivo di aiutare le persone ad affrontare gli ostacoli della Terza Età. Sono stati anni di gite culturali, di corsi di ginnastica, di attività ludiche. E, grazie all’impegno anche di Viviana Cardinali, della nascita dell’Università dell’Età Libera, a tuttora un unicum all’interno del panorama delle organizzazioni dei Centri Anziani.

Franco Provvedi

«La sua vita ha accompagnato le tante evoluzioni che ci sono state nel mondo della politica, ma anche in quello del lavoro, del sindacato, del tessuto sociale», continua Bussagli. «Una persona dal grande senso civico, che amava la sua comunità e in cui è sempre stato forte il senso di appartenenza e la voglia di impegnarsi per gli altri e per costruire percorsi collettivi di crescita e di emancipazione”.

«Una persona brillante, paziente e appassionata, sempre pronta a dare una mano mettendosi a servizio degli altri», conclude Bussagli. «Un punto di riferimenti per tanti. Da lui c’era sempre qualcosa da imparare. Alla moglie Sonia, alle figlie, alla famiglia e a tutti i suoi affetti, le nostre più sincere condoglianze».

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