Nel Trecento il Duomo di Firenze era a colori, la scoperta sotto ‘lo sporco’

Durante il restauro della porta dei Cornacchini scoperte tracce di colore sulle sculture, da qui l'ipotesi di una cattedrale policromatica

Il Duomo di Firenze nel Trecento probabilmente era a colori. O meglio, lo erano le sculture che ancora oggi lo decorano. L’ipotesi si sta facendo largo dopo che, durante il restauro della porta dei Cornacchini (realizzato con il contributo della Fondazione Cr Firenze), sono state scoperte estese tracce di colore sul gruppo scultoreo in marmo della Madonna col Bambino e Angeli adoranti, realizzato tra il 1359 e il 1360.

Duomo, il colore è stato rinvenuto rimuovendo considerevoli depositi di sporco e degrado naturale

“Rimuovendo considerevoli depositi di sporco superficiale e fenomeni di degrado di varia natura, i restauratori hanno portato alla luce la preziosa decorazione damascata della veste del Bambino, priva della lama metallica oramai perduta, la pupilla dell’occhio sinistro della Vergine e, in aree circoscritte, il colore azzurro e verde dell’interno del manto della Vergine e tracce di rosso sull’esterno oltre i toni di panna e avorio della veste dell’angelo sinistro”, si spiega dall’Opera, che sottolinea: “È la prima volta che vengono ritrovate tracce così estese di colore su sculture che decorano o decoravano l’esterno del Duomo”. E con “ogni probabilità” il complesso scultoreo “non era l’unica delle decorazioni” colorate, le stesse che oggi appaiono del colore bianco del marmo. Un Duomo a colori, dunque, che insieme ai marmi bianchi, verdi e rosa delle facciate esterne e ai mosaici di color rosso e oro della facciata arnolfiana “doveva togliere il fiato per la bellezza”.

“L’emozionante scoperta di policromia sulle figure della porta dei Cornacchini della Cattedrale- spiega Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del Duomo-, ci ricorda che la Firenze della fine del Trecento inizi del Quattrocento era una città molto colorata, basti pensare al pavimento di piazza del Duomo che era in cotto e i marmi bianchi, verdi e rosa che spiccavano su questo fondale rosso. La cattedrale aveva anche statue dipinte con dorature sulle ali degli angeli e sulle vesti, quindi una festa, una festa che abbiamo dimenticato e che ora iniziamo a riscoprire”.

OPA- Firenze Cattedrale Santa Maria del Fiore Restauro della porta dei Cornacchini foto Gianluca Moggi/New Press Photo

Fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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