cementificio

Verso una nuova vita del cementificio

Al lavoro per dare una nuova vita al cementificio di Testi a Greve in Chianti. «Gli effetti del protocollo, divenuto un possibile modello di

Al lavoro per dare una nuova vita all’ex cementificio di Testi a Greve in Chianti. «Gli effetti del protocollo, divenuto un possibile ‘modello’ di gestione delle crisi sul territorio regionale, si fanno sentire anche sul fronte del recupero dell’area ad attività industriale. L’azienda aprirà il sito a nuovi player industriali. E per favorire la reindustrializzazione ha incaricato il consorzio Record, di cui fanno parte varie Università, che ha realizzato uno studio di fattibilità. Attorno a questo studio sono già emersi i primi interessi. E alcune imprese hanno già effettuato dei sopralluoghi. Infine è stato incaricato anche un advisor finanziario che predisporrà un business plan».

Valerio Fabiani, consigliere per il lavoro e le crisi aziendali del presidente Eugenio Giani, riassume così il quadro della situazione riguardo al destino del cementificio di Testi a Greve in Chianti. L’occasione è data dall’incontro “La forza della dignità” promosso questo pomeriggio a Greve dalla Fillea Cgil. Obiettivo era fare il punto a due anni dall’avvio della vertenza, a circa un anno di distanza dalla firma del Protocollo per il lavoro del Chianti. All’incontro hanno partecipato, oltre al consigliere Fabiani, i sindaci di Greve, Paolo Sottani, e di San Casciano Val di Pesa, Roberto Ciappi. Il consigliere regionale Massimiliano Pescini, la segretaria della Cgil di Firenze Paola Galgani, il segretario nazionale della Fillea Cgil Alessandro Genovesi.

«Ora bisogna stringere sulla reindustrializzazione del sito del cementificio di Testi» ha detto Fabiani. E ha sottolineato che «grazie al rilancio di aree già industrializzate, evitando il consumo di nuovo suolo in altri territori, sarà possibile difendere l’occupazione e garantire tutela dell’ambiente».

La vicenda del cementificio fa scuola

«La vertenza del cementificio di Testi – ricorda Fabiani – potrebbe fare scuola. E ha aperto la strada al Protocollo. Un modello di gestione delle crisi in cui territorio, istituzioni, sindacati e impresa lavorano insieme per ottenere tutela per gli operai e un futuro industriale del sito. Un risultato a cui siamo arrivati grazie alla lotta di lavoratrici e lavoratori e a un’azienda che ha deciso di non scappare via. E confrontarsi con la propria responsabilità sociale».

La Regione è stata parte attiva, fin dall’agosto 2021, dell’intesa tra istituzioni, sindacati e categorie per la ricollocazione. Non solo dei lavoratori del cementificio. Ma anche degli inoccupati nel territorio del Chianti. Al novembre 2021 risale la firma del protocollo con i Comuni di Greve in Chianti e San Casciano Val di Pesa per la riconversione e la riqualificazione dell’area di Testi Cementi, verso la trasformazione in un polo produttivo per la bio-economia e l’economia circolare.

A giugno 2022  il primo accordo di transizione occupazionale che i sindacati hanno firmato con Arti e Regione. Altri 12 mesi di cassa integrazione per i lavoratori rimasti (42 addetti erano già stati ricollocati o mandati in pensione), insieme a corsi di formazione, riqualificazione, orientamento, autoimprenditorialità. A luglio l’accordo per il programma di politiche attive per la cassa integrazione per cessazione. Attualmente sono 20 i lavoratori rimasti in carico al Centro per l’impiego, rispetto ai 69 iniziali.

«La Regione – assicura il consigliere – continuerà a monitorare il percorso fino a raggiungere l’obiettivo del recupero del sito. Noi qui vogliamo che si continui a fare industria, tutelando i posti di lavoro e prestando attenzione alla sostenibilità ambientale».

Una storia di lotta lunga 349 giorni

 La forza della dignità: i 349 giorni di lotta e impegno dei lavoratori di Testi. Quale esperienza per la Fillea Cgil, per la contrattazione e per il territorio? È il titolo dell’iniziativa, organizzata da Fillea Cgil Firenze, in programma oggi alle 17 presso la Casa del popolo di Greve in Chianti.

«La vicenda del cementificio Testi rappresenta un esempio di lotta dei lavoratori. E di un intero territorio, a partire dalle sue istituzioni e dalla sua classe politica. Per difendere occupazione e industria. Non è stato possibile evitare la chiusura dello stabilimento. Ma la mobilitazione ha portato risultati nella tutela degli operai. E ha aperto nuove prospettive sulla destinazione del sito», ha detto Marco Carletti, segretario generale Fillea Cgil Firenze.

«Una modalità da prendere a modello di gestione di una crisi. Dove hanno collaborato lavoratori, sindacato, istituzioni, territorio, politica e anche la parte aziendale. Che, al di là delle scelte industriali che pure abbiamo contestato duramente, ha mostrato disponibilità a trovare soluzioni. Non è scappata come altri. Le crisi vanno gestite. È l’unica strada per far sì che facciano meno male. Bisogna avere la forza di saper abbinare lotta e contrattazione. Ora arriva la seconda parte, anch’essa difficile. La riconversione ecologica del sito, una operazione dovuta a tutto il Chianti. Non possiamo permettere che lì resti un mostro ambientale. E occorre quindi accelerare sulla trasformazione dell’area annunciata dalla Regione e da Buzzi Unicem».

Tutto il Chianti con i lavoratori in lotta

Era il 13 ottobre 2020. I lavoratori del cementificio di Testi (75 diretti, un centinaio con l’indotto), a Greve in Chianti, iniziarino un presidio permanente davanti allo stabilimento, al Passo dei Pecorai. In protesta con la proprietà Buzzi Unicem denunciandone il disimpegno sul sito e il rischio chiusura.

Non a caso, nel febbraio del 2021 Buzzi Unicem ha annunciato la chiusura del cementificio di Testi. Con l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Nel giugno del 2021, azienda e sindacati hanno siglato un accordo per dare tutele ai lavoratori, dai ricollocamenti agli incentivi all’esodo.

Ad agosto 2021, nel Chianti è stato firmato un protocollo istituzioni-sindacati-categorie per ricollocare sul territorio i lavoratori (del cementificio Testi ma non solo) rimasti senza impiego. L’obiettivo è di creare patto per il lavoro nel bacino. A novembre 2021, è stato sottoscritto il protocollo per la riconversione e la riqualificazione dell’area di Testi Cementi tra Regione e i Comuni di Greve in Chianti e San Casciano Val di Pesa. Scopo, portare alla riconversione industriale e alla trasformazione dell’area in un polo produttivo per la bio-economia e per l’economia circolare.

A giugno 2022, quando 42 addetti erano già stati ricollocati o mandati in pensione, sempre i sindacati hanno firmato il primo accordo di transizione occupazionale con Arti-Regione. Altri 12 mesi di Cassa integrazione per i circa 30 lavoratori rimasti, insieme a corsi di formazione, riqualificazione, orientamento, autoimprenditorialità.

La situazione ad un anno dalla chiusura del cementificio

Ad ora, circa 25 lavoratori non sono stati ricollocati. Ma una decina di loro attraverso gli scivoli previsti sono vicini alla pensione. Sono invece una cinquantina i lavoratori ricollocati. Una ventina in altri siti del gruppo, gli altri tra aziende del territorio e pensionamenti. Il presidio permanente è durato 349 giorni, in cui il territorio, il sindacato e le istituzioni non hanno mai lasciato soli i lavoratori nella lotta. Offrendo grande solidarietà in tutti i modi, da portare ai manifestanti generi alimentari fino a organizzare iniziative in loco.

L’incontro ha visto l’introduzione di Marco Carletti (segretario generale Fillea Cgil Firenze). Poi la tavola rotonda con Valerio Fabiani (Consigliere politico del Presidente della Giunta regionale toscana). Paolo Sottani (sindaco di Greve in Chianti). Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze). Roberto Ciappi (sindaco di San Casciano val di Pesa). Massimiliano Pescini (consigliere regionale Toscana). Le conclusioni di Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil nazionale.

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