Politiche attive del lavoro, la Toscana centra i target del Pnrr

L’obiettivo di coinvolgere 17 mila persone raggiunto con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza fissata del 31 dicembre 2022.
Politiche attive del lavoro, la Toscana centra i target del Pnrr

La Toscana è una delle prime Regioni in Italia che, riguardo ai beneficiari, raggiunge il target europeo di Gol, il programma italiano di riforma delle politiche attive del lavoro inserito nella missione 5 del Pnrr (Lavoro e inclusione sociale). 

Ad annunciarlo questa mattina, non appena ricevuti i dati, è il commissario straordinario dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal), nel corso della conferenza di apertura della seconda edizione della Fiera del Lavoro, organizzata dalla Regione Toscana e da Arti (Agenzia regionale toscana per l’impiego) alla Fortezza da Basso di Firenze.

L’obiettivo di coinvolgere 17 mila persone, ha precisato il commissario, è stato raggiunto con tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza fissata, ovvero il 31 dicembre 2022.
La Toscana è una regione che ci dà soddisfazioni, ha commentato il responsabile dell’Agenzia, che ha ricordato come Gol (Garanzia occupabilità lavoratori) è un programma di riforma ad ampio spettro, nell’ambito dei servizi non solo più tipicamente riconducibili alle politiche attive del lavoro, ma anche all’integrazione di questi con le politiche di formazione professionale.

Politiche attive e Centri per l’impiego: il modello Toscana

Politiche attive ma anche formazione, alla Fiera per il Lavoro alla Fortezza la Toscana ‘fa i conti’, avendo a disposizione i 50 milioni per la prima trance del Pnrr (250 milioni tra il 21 e il 2025), e i quasi 54 milioni di residui sbloccati della cassa integrazione in deroga, le future risorse della programmazione europea Fse, pari a 700 milioni.

Come spiega Francesca Giovani, direttrice istruzione, formazione, lavoro e ricerca, per la prima volta nella storia della nostra Regione abbiamo una riforma del lavoro non a invarianza di risorse ma con un pacchetto di risorse importanti. La sfida è presentare misure personalizzate: si va dai voucher formativi just in time ai percorsi formativi più lunghi, fino a 600 ore, per chi è più lontano dal mercato del lavoro.

La Regione ha un modello di governance pubblica basata sui servizi pubblici per l’impiego che operano in una logica di complementarietà e cooperazione con soggetti privati accreditati.


Nel padiglione Basilica della Fortezza scorrono i risultati di Arti: secondo un’indagine di questi giorni il grado di soddisfazione degli utenti dei Centri per l’impiego è del 95%; inoltre, la Toscana è la prima regione ad avere un portale con algoritmo di ingegneria artificiale che incrocia domanda e offerta di lavoro: sarà presentato nei prossimi giorni, ma ci sono già 10mila cittadini utenti e 4000 imprese. L’utilizzo delle nuove tecnologie è, aggiunge la direttrice di Arti, la nuova frontiera, dopo la decisione ‘pioniera’ – i primi anche in questo caso – di riaprire i Centri per l’impiego durante la pandemia.

Accanto al target già raggiunto  con il Pnrr con tre mesi di anticipo per il programma Gol – 17mila utenti – ci sono i numeri, in forte crescita, delle imprese che si rivolgono ai Centri per l’impiego.  Se nel 2021 i Cpi hanno preso in carico 181mila 986 utenti, il 54% donne, le imprese che hanno usufruito dei loro servizi sono state circa 20mila, erano 13mila nel 2020. Un dato in forte crescita, ma comunque superato nel primo semestre 2022: già 16mila 245 imprese si sono rivolte ai servizi gratuiti dei Centri per l’impiego. Si stima che a fine anno saranno circa 30mila.

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