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Rabbia a Lecchi: «Siamo stati lasciati soli». E da domani chiusa anche la strada per Bellavista

Rabbia. Per essere stati lasciati soli a gestire il disagio del caos provocato dal traffico dopo la chiusura del ponte di Bellavista

Rabbia. Per essere stati lasciati soli a gestire il disagio del caos provocato dal traffico dopo la chiusura del ponte di Bellavista. Per le difficoltà quotidiane che i cittadini di Lecchi si trovano a dover affrontare da soli. «Si sono dimenticati di noi, siamo stati abbandonati».

Il sentimento è di rabbia nei quasi 350 residenti il borgo che all’improvviso si è trovato a gestire il transito di auto e camioncini di chi sceglie di passare da Lecchi come alternativa per Staggia Senese.

«Il 25 settembre sarà un anno dalla chiusura del ponte. Nessuno ha fatto niente per rendere la nostra vita meno a rischio», raccontano gli abitanti al nostro giornale riuniti nella piazzetta tra le case di via Treves Frilli. Piazzetta al buio come quasi il resto dell’illuminazione pubblica.

«Il rischio sono le auto che sfrecciano in una stradina stretta, con buche, banchine che cedono. Sono le auto e gli altri mezzi che neppure rallentano quando vedono l’ambulanza. Qui ci abitano due persone disabili, una deve andare a Campostaggia a fare riabilitazione e quando vengono a prenderla, nessuno rallenta».

Rabbia dei residenti per la situazione dovuta alla chiusura del ponte

La rabbia è per la mancanza di indicazioni. «Quando arrivi a Bellavista non ci sono cartelli che indichino la deviazione da seguire. C’è soltanto scritto che la ss2 Cassia è interrotta. Il cartello con la scritta “Siena” lo abbiamo fatto noi con una tavoletta di legno e un pennarello per evitare che le persone entrassero in casa nostra. Poi hanno messo un cartello giallo. Ma qui ci sono strutture ricettive di pregio, agriturismo, realtà turistiche».

Oltre al traffico straordinario, c’è quello solito. Che è rimasto. «Questa strada era praticata dagli amanti della bicicletta, del jogging e delle camminate a piedi. Loro continuano a rimanere, loro rischiano molto».

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Strada disastrata e stretta

La strada da percorrere poi «è tutta disastrata, ci sono buche ovunque, si rischia di sfasciare la auto. Anzi in qualche caso è successo: c’è chi ci ha rimesso due cerchioni e due gomme. E qualcuno è caduto con il motorino. Qualche mese fa è stato riasfaltato un pezzo, pochi metri del tutto insufficienti. Oltre al fatto che qui, all’incrocio tra la strada che viene da Staggia e questa del Borgo Vecchio c’è uno stop che nessuno rispetta, come quello al ponticino di Staggia perché non vede il segnale nascosto dalla vegetazione».

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Se si scende verso Staggia Senese, la situazione è ancora più complicata da una strada tutta curve dove la visibilità è scarsa e anche a procedere a velocità moderata può non bastare. È difficile scambiarsi per le ridotte dimensioni della carreggiata, non si vede chi arriva e ci sono disconnessioni dell’asfalto.

E poi i disagi non arrivano mai da soli. E la rabbia è anche per questo, per la mancanza di comunicazione. «Abbiamo scoperto che dal 1 agosto (domani ndr) sarà chiusa per lavori fino al 5 agosto. Vogliamo sapere da dove passiamo. Nessuno sa niente della chiusura, c’è un foglio A4 appiccicato su un segnale stradale ma nessuno ci ha detto niente. Nessuno ci ha avvisato, lo abbiamo scoperto per caso». E la mancanza di comunicazione era emersa anche in occasione dell’asfaltatura di un pezzo di strada.

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Il 25 settembre sarà un anno dalla chiusura del ponte. «Non si hanno notizie. Il cantiere c’è, c’è una ruspa, ma non si hanno certezze dei lavori. Ci hanno detto che entro dicembre il ponte dovrà essere demolito. Poi ci sarà da rifarlo e occorreranno anni. Non possiamo certo continuare a vivere in questa situazione. La strada di Lecchi in queste condizioni non può reggere il traffico che sopporta adesso».

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