Infermiere spiate sotto la doccia con una telecamera nello spogliatoio: almeno 100 i casi

Sono almeno 100 le infermiere dell’ospedale di Empoli spiate con una telecamera piazzata nello spogliatoio del San Giuseppe. Per arrivare all’autore sono in corso le indagini dei carabinieri ed è una corsa contro il tempo per evitare che i filmati possano finire in rete.

La telecamera nascosta, grande poco più di una capocchia di spillo, era in una delle due docce dello spogliatoio femminile dell’ospedale cittadino San Giuseppe, usato anche da dottoresse, tecniche di laboratorio, Oss.

Ad accorgersi dell’apparecchiatura, una infermiera che ha notato un piccolo oggetto incastonato dentro i miscelatore della doccia. Una volta che ha sfilato il coperchio del miscelatore si è resa conto che si trattava di una microcamera collegata a un cavo di rete presente nel muro. È stato a questo punto che ha avvertito i carabinieri.

Sono quindi iniziate le indagini, l’episodio è avvenuto una settimana fa, e i carabinieri hanno trovato e sequestrato un monitor, collegato all’altro capo della telecamera nascosta e collocato in una stanza attigua, una sala usata dal personale di alcune aziende che hanno in affidamento appalti per servizi ospedalieri.

L’Asl Toscana Centro ha aperto un’indagine interna. 

Alle infermiere la solidarietà della sindaca

Intanto alle dipendenti spiate è arrivata la solidarietà della sindaca di Empoli, Brenda Barnini. Nel messaggio, la prima cittadina sottolinea la necessità di individuare i responsabili e di una pena che sia esemplare

Un messaggio per far arrivare la massima solidarietà alle dipendenti spiate con una telecamera negli spogliatoi dell’ospedale di Empoli. Lo ha inviato la sindaca di Empoli alla direttrice del ‘San Giuseppe’, Silvia Guarducci, e alla responsabile dell’area infermieristica e ostetricia, Loriana Meini, in seguito alla notizia dell’indagine in corso dopo il ritrovamento di una microcamera nel muro della zona doccia di uno spogliatoio femminile.

La sindaca sottolinea che questo gesto è da considerarsi a tutti gli effetti come violenza e che, oltre a essere sconvolta come donna che qualcuno possa aver agito in questo modo, è anche indignata come Sindaca che questo avvenga nella nostra città.

Prosegue quindi dicendo che i carabinieri devono assolutamente individuare i responsabili e poi la giustizia dovrà fare questa volta il suo dovere con una pena che sia esemplare. Non ci sono attenuanti e le donne non tollerano più di essere sempre considerate oggetto di possesso. La sindaca conclude con un abbraccio grande alla infermiere e ostetriche del San Giuseppe, donne di grandissima qualità, lavoratrici infaticabili e capaci di prendersi cura nel migliore dei modi delle persone.

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