Per ricordare Adolfo Natalini, architetto del teatro Politeama

Per ricordare Adolfo Natalini a poco di due anni dalla scomparsa Ordine e Fondazione Architetti di Firenze insieme al Dipartimento di Architettura Dida hanno dato vita al Teatro della Compagnia di Firenze, ad un incontro a più voci.  Adolfo Natalini, una delle figure più importanti dell’architettura italiana ed europea a cavallo tra XX e XXI secolo è stato l’architetto che ha progetto, con lo studio Guicciardini&Magni Architetti, il teatro Politeama di Poggibonsi.

La giornata si è svolta con i contributi di esperti come Claudia Conforti (Tor Vergata Roma II), Michele De Lucchi (Politecnico di Milano), Hans Ibelings (University of Toronto), Gabriele Mastrigli (Università di Camerino) e Paolo Zermani (Università di Firenze).

Un momento, col patrocinio della Regione Toscana, per omaggiare la figura di pittore, designer, agitatore culturale, insegnante, redattore di piani urbani e, soprattutto, architetto. Natalini, scomparso due anni fa, in carriera è stato professore ordinario presso la facoltà di Architettura di Firenze, membro onorario del Bund Deutscher Architekten e dell’American Institute of Architects, accademico dell’Accademia delle arti del disegno di Firenze, dell’Accademia di belle arti di Carrara e dell’Accademia nazionale di San Luca.

Dopo la laurea in architettura a Firenze nel 1966 ha inoltre fondato il “Superstudio”, movimento iniziatore della cosiddetta ‘architettura radicale’. Dal 1979 ha lavorato a progetti per i centri storici in Italia e in Europa: dal 1991, con Natalini Architetti (studio fondato da Adolfo e Fabrizio Natalini), ha ricostruito parti di città in Italia, Germania e Olanda. In Olanda è stato l’iniziatore di un movimento definito “contemporary traditionalism” indicando un’alternativa al “supermodernismo” della globalizzazione.

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