Ambiente e sviluppo della città: arriva il ‘Patto del verde’

Cristiana Favretto

EMPOLI – L’Amministrazione comunale di Empoli ha deciso di dotarsi del Patto del verde, un nuovo strumento destinato a divenire una ‘bussola’ per lo sviluppo della città a cui contribuiscono insieme Comune e cittadini.

La novità è stata illustrata nella mattinata di oggi, martedì 17 maggio 2022, dalla sindaca di Empoli, dal vice sindaco, dall’assessore all’Ambiente, da Stefano Mancuso, professore di etologia vegetale e arboricoltura generale presso l’Università di Firenze e direttore del laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale oltre che co-fondatore della Società PNAT, da Cristiana Favretto e Elisa Azzarello, rispettivamente architetto e agronoma co-fondatrici della Società PNAT S.r.l., dalla dirigente del settore Lavori Pubblici e Patrimonio, Roberta Scardigli, e dal dirigente delle Politiche territoriali, Alessandro Annunziati.

L’amministrazione è impegnata nella predisposizione e adozione, attraverso il ‘Patto del Verde’, di tutti gli strumenti di policy a livello di pianificazione, di regolamentazione nonché di programmazione che possano garantire una gestione integrata e innovativa del verde pubblico e privato e ha deciso di avvalersi in questo percorso del supporto tecnico-scientifico dato dal materiale prodotto dalla Società multidisciplinare PNAT S.r.l., sotto la supervisione del professor Mancuso.

Sono state individuate tre fasi, complementari all’attuazione del Patto del Verde: la fase 1, già completata, incentrata su studio, progettazione e redazione delle linee guida per l’applicazione delle Nature based solutions (NBS) in ambiente urbano e periurbano, la fase 2 sull’analisi delle caratteristiche geografiche e ambientali dell’area urbana e periurbana di Empoli e le possibili applicazioni delle NBS, infine la fase 3 su analisi e quantificazioni dei benefici del verde presente e censito a oggi in città.

Stefano Mancuso

Questo significa trasformare gli interventi sul verde in investimenti misurabili. Al termine della fase 1, la società ha redatto il libro ‘Linee guida per l’applicazione delle NBS’, linee guida che sono state approvate per far sì che siano un punto di riferimento per la progettazione degli interventi in materia di verde pubblico e privato. Una sorta di vademecum contenente soluzioni, strategie e interventi basati sulle piante, capaci di amplificare la sostenibilità e la resilienza dei sistemi urbani ai cambiamenti climatici, di tutelare e ripristinare la biodiversità e di apportare benefici in termini di salute, benessere, qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo. Come? Attraverso l’utilizzo delle piante in tutte le dimensioni dello spazio costruito, senza limitarle a parchi, viali, giardini e aiuole.

La scelta di dotarsi di un ‘Patto del verde’ si inserisce in un contesto che vede da tempo l’ente di via Del Papa impegnato con le proprie politiche per fornire un contributo locale al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e del Green Deal europeo, in linea con la strategia Toscana Carbon Neutral. Adesso, questo documento si propone come piano di azione strategico che possa indirizzare le politiche di trasformazione urbanistica e le scelte dell’amministrazione verso una gestione integrata e innovativa del verde pubblico e privato, capace di coniugare le esigenze ambientali con quelle economiche trasformando gli interventi sul verde in un investimento sul futuro della città e non solo.

Come? Approfondendo e sviluppando l’analisi degli spazi aperti per pianificare un incremento quantitativo e qualitativo del verde urbano e periurbano, definendo indirizzi e criteri per la progettazione, individuando obiettivi strategici declinati in obiettivi operativi e linee di intervento. Gli obiettivi? Massimizzare gli effetti positivi della vegetazione sull’ambiente urbano,  favorire la conoscenza e il monitoraggio del patrimonio naturale del verde urbano e periurbano attraverso strumenti di mappatura e rappresentazione innovativi, rendere sistematici e omogenei gli interventi di gestione del sistema del verde urbano, effettuare gli interventi manutentivi secondo i criteri più aggiornati e nel rispetto di tecniche colturali scientificamente fondate, monitorare in modo costante il rapporto costi/benefici della gestione del verde, rendendo disponibili risorse per l’incremento quantitativo e qualitativo del verde urbano e periurbano adeguate agli standard europei.

La sindaca ha affermato che dall’adozione del ‘Bici plan’ nel primo mandato alla realizzazione di nuovi chilometri di piste ciclabili, dal piano urbano della mobilità sostenibile, alla sostituzione integrale di tutta l’illuminazione pubblica con luci a led, dalla sostituzione di tutte le caldaie delle nostre scuole, alla rigenerazione di edifici nel centro, tante sono le azioni che sono state portate avanti in questi anni per ridurre la produzione di CO2 in città. Ma nessun intervento è strategico quanto quello che riguarda la piantumazione e la cura del verde. Per questo si è deciso di rivolgerci al professor Mancuso e farci accompagnare da lui e dal suo team per fare di Empoli un vero modello di sostenibilità.

Il vice sindaco ha evidenziato che con il ‘Patto del verde’ si dà il via alla transizione ecologica di Empoli. La città sta vivendo un momento strategico per il proprio futuro. I grandi investimenti con il PNRR e la nuova pianificazione urbanistica offriranno un’occasione importante per riorganizzare gli spazi della città avendo chiari gli obiettivi di sostenibilità e mitigazione del cambiamento climatico.

L’assessore all’ambiente ha aggiunto che il ‘Patto del verde’ è allo stesso tempo un epilogo e un nuovo inizio. È l’epilogo di un mandato, quando arriverà al termine di tutta la fase preparatoria, a cui è stato messo le mani nella questione e gestione del verde. Si è cercato di capire quali potevano essere stati gli errori del passato e sono stati fatti dei progetti innovativi di manutenzione o di reimpianto, che sono stati spiegati ampiamente nella conferenza stampa.

Di nuovo inizio significa che con questo ‘Patto’ si va a costruire qualcosa che è una sorta di ‘Costituzione’ alla quale dovranno fare riferimento tutti gli interventi sul verde dell’amministrazione comunale. Quindi, si tratta di avere un quadro di riferimento dal quale non poter uscire. Ogni qualvolta verranno effettuati interventi sul verde, l’amministrazione dovrà tenere conto di quelle linee guida, di quei precetti, di quelle indicazioni, importanti, costruite da un grande staff che è quello del professor Mancuso.  

Grande è la soddisfazione perché questa cosa arrivi in fondo, perché è una chiusura di un percorso ma soprattutto l’apertura delle prospettive per il futuro della manutenzione, della gestione e dell’incremento del verde in città.

Stefano Mancuso ha spiegato: «In Europa, in media, all’incirca l’80% della popolazione vive in ambiente urbano. Le città, a livello mondiale, nonostante occupino una quantità di territorio inferiore al 2% delle terre abitabili, producono l’80% dell’anidride carbonica, l’80% dei rifiuti, e consumano la stragrande maggioranza delle risorse del pianeta. Nonostante questo, le città sono anche il modo più efficiente – anche in termini di sostenibilità – per garantire la vita ed il progresso di un gran numero di persone. Le città, nei prossimi anni, dovranno trasformarsi, adottando soluzioni nuove e sostenibili, in modo da garantire il loro minimo impatto possibile. Gli alberi, e le soluzioni basate sulla natura, continuano ad essere quanto di più efficiente possiamo immaginare per le città del nostro futuro. Empoli, attraverso queste nuove linee guida riguardanti le soluzioni basate sulla natura, si dota di uno strumento fondamentale che le permetterà di affrontare la sfida dell’emergenza climatica e del riscaldamento globale».

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