Al via a Bruxelles il vertice Nato sulla Russia: “Limite già passato, ma con armi chimiche cambia tutto”

Un avvertimento sull’uso di armi chimiche da parte delle forze russe, che potrebbero “contaminare il territorio di Paesi della Nato”, e poi nuove sanzioni a Mosca e aiuti militari a Kiev, a partire dall’assunto che il presidente Vladimir Putin “non è interessato a una tregua” e ha già “passato una linea rossa bombardando civili in modo indiscriminato”. Queste alcune delle dichiarazioni e delle decisioni che hanno anticipato l’inizio del vertice della Nato sull’Ucraina, oggi a Bruxelles. Il summit si tiene a un mese dall’inizio dell’offensiva russa. A oggi, stando ai dati delle Nazioni Unite, i civili uccisi sono oltre 900 e potrebbero essere molti di più. Quasi quattro milioni, secondo l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), le persone che sono state spinte a lasciare l’Ucraina.

Prima dell’inizio dell’incontro il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha parlato con la stampa, evidenziando che “qualsiasi uso di armi chimiche cambierebbe radicalmente la natura del conflitto“, avendo “conseguenze gravi e diffuse” e comportando il rischio di “contaminazione con agenti chimici nel territorio della Nato”. Le dichiarazioni fanno riferimento anche a denunce ucraine sull’uso di bombe al fosforo bianco nell’est del Paese da parte di forze russe.

In partenza per Bruxelles il premier britannico Boris Johnson ha detto all’emittente Lbc che “Putin ha già varcato i limiti bombardando civili“. Il premier ha poi annunciato nuove sanzioni nei confronti di 59 individui ed entità ritenute vicine al Cremlino, fra i quali il Gruppo Wagner, una società di sicurezza privata operativa in diversi Paesi. In un’intervista all’emittente pubblica spagnola Tve l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha sostenuto che Putin “non vuole negoziare nulla”, e mira solo a “occupare territorio ucraino” e a “isolare il Paese dal mare”. Un riferimento, questo, anche all’assedio del porto di Mariupol.
Ieri intanto, il Consiglio d’Europa ha reso noto di aver raddoppiato gli aiuti militari a Kiev passando a un miliardo di euro, sempre nell’ambito dello European Peace Facility (Epf).

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