Energia, Cingolani: “Sostituiremo gas russo in tre anni, passeremo indenni questo periodo”

“Nel lungo termine, a partire dal prossimo inverno, sarebbe necessario sostituire completamente 30 miliardi di metri cubi di gas russo con altre fonti. Sebbene questo sia possibile in un orizzonte minimo di 3 anni, con le misure strutturali, per almeno i prossimi due inverni sarebbe complesso assicurare tutte le forniture al sistema italiano e occorre dotarsi di strumenti di accelerazione molto efficaci per gli investimenti che servono”. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani lo dice nella sua informativa urgente nell’Aula della Camera sui rincari dei costi dell’energia e sulle misure adottate dal Governo per contrastarne gli effetti.

“Nel breve termine grazie all’atteso miglioramento delle condizioni climatiche si stima una riduzione della domanda” di gas “per uso civile di circa 40 milioni di metri cubi al giorno. Una completa interruzione dei flussi dalla Russia in questo momento non dovrebbe comportare problemi di fornitura interna in questo momento”, aggiunge Cingolani.

Il ministro spiega che “eventuali picchi di domanda potrebbero essere assorbiti modulando opportunamente volumi di stoccaggio, che sono comunque ridotti in questo momento dell’anno, o con altra capacita’ di import. Problemi per assicurare la fornitura ai consumatori potrebbero avvenire solo in caso di un picco inatteso di freddo eccezionale a fine marzo o di altri eventi catastrofici su rotte di importazione”.

“Pregando che non succeda nulla sugli scenari di guerra, e che questa cosa orrenda che sta succedendo si calmi e si chiuda prima possibile, potremo passare indenni questo periodo con qualche scossone e sacrificio, e continuare la nostra rotta di decarbonizzazione da un lato ma anche la nostra rotta di crescita economica dall’altro”, aggiunge Cingolani.

PNRR CONTRIBUISCE A RIDUZIONE DIPENDENZA ENERGIA

“Le misure del PNRR contribuiscono in modo strutturale alla riduzione della dipendenza energetica ed all’efficientamento del sistema“, con azioni come “l’accelerazione delle rinnovabili elettriche, il rafforzamento dell’efficientamento energetico, la diffusione del biometano ma persino i recentissimi bandi che hanno avuto grande successo”, prosegue Cingolani. Con queste misure “confermiamo la rotta per il -55% delle emissioni al 2030, acceleriamo sulle rinnovabili, l’incremento del gas lo portiamo a casa senza aumentare le emissioni”.

“PER FINE MESE NORME UE IMPORT, VERSO MISURE PREZZI GAS”

“Entro fine mese avremo la seconda parte del Repower EU sull’import, con regole generali che introdurranno misure di calmierazione di mercato simili al price cap” del gas e “a quel punto sarà possibile mettere in campo misure strutturali che siano compatibili con normative europee”, annuncia Cingolani.

“Abbiamo delle misure strutturali pronte, ma non possiamo in un mercato complesso come quello dell’energia e gas europeo prendere delle misure di capping in autonomia come se fosse mercato autonomo, rischiamo di perdere attrattività verso gli esportatori“, spiega Cingolani.

Però “stiamo ogni giorno lavorando con la Commissione ue per studiare un meccanismo capping, per mettere d’accordo 27 paesi con esigenze diverse“, segnala il ministro, “ci dicono che siamo a buon punto, e la Commissione dice che entro fine mese avremo la seconda parte del Repower EU sull’import, con regole generali che introdurranno misure di calmierazione di mercato simili al price cap, regole che non permettano incrementi costi selvaggi. A quel punto sarà possibile mettere in campo misure strutturali che siano compatibili con le normative europee”.

Infatti, quello dei prezzi dell’energia “è un problema europeo, non lo possiamo trattare come un problema nazionale, anche se siamo un po’ piu deboli perché il nostro energy mix ci ha indebolito e le scelte del passato non ci hanno aiutato”, aggiunge il ministro.

MALE ASTE STOCCAGGIO GAS, SERVE REGOLAZIONE AD HOC

“Abbiamo lanciato le prime aste dopo l’emanazione del decreto ministeriale stoccaggio, e vista la scarsa partecipazione abbiamo capito che ci sono criticità difficili da superare” legate al notevole aumento dei costi del gas, “parecchio difficili da superare anche con rateizzazioni”, prosegue Cingolani.

Per questo “occorrerà intervenire con una regolazione ad hoc, che solleciti la risposta da parte degli operatori, e ARERA ci sta già lavorando, e, in mancanza, con un soggetto di ultima istanza. Nel medio termine- sottolinea il ministro- sarà necessario comunque riempire gli stoccaggi al 90% per il prossimo inverno“, per 12 miliardi di metri cubi in totale.

DATO OGGI INCARICO A SNAM ACQUISTO NAVE RIGASSIFICATORE

“Oggi abbiamo ufficialmente dato a Snam l’indirizzo per la negoziazione all’acquisto di una unità FSRU e al noleggio di una seconda unità, infrastrutture che saranno oggetto di un prossimo DPCM di identificazione come impianti strategici”, prosegue Cingolani.

Le FSRU- Floating Storage Regasification Unit sono navi rigassificatore, unità galleggianti ancorate in prossimità di porti e vicino ai terminali gas, in grado di trasformare il GNL, Gas naturale liquefatto, metano raffreddato e in forma liquida che arriva via nave, in metano gassoso da immettere in rete. “L’aspetto critico adesso è arrivare in tempo a contrattualizzare le poche navi esistenti in grado di svolgere questo servizio”, spiega Cingolani, visto che molti governi ne stanno richiedendo e non ce ne sono di disponbili.

«Agenzia DiRE» «www.dire.it»

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