Ucraina, ucciso il reporter Pierre Zakrzewski: è il terzo a perdere la vita

 Ha perso la vita in Ucraina Pierre Zakrzewski, 55 anni, storico reporter di guerra irlandese e videomaker per l’emittente statunitense Fox News. È stata l’amministratrice delegata del canale televisivo Suzanne Scott a confermare il decesso esprimendo “profonda tristezza” per la scomparsa di un giornalista “dall’impareggiabile passione e talento”. Stando alla ricostruzione fornita, ieri Zakrzewski viaggiava a bordo di un’auto col collega Benjamin Hall quando la vettura è stata crivellata di colpi d’arma da fuoco a Horenka, località poco fuori la capitale Kiev.

Scott ha confermato che Hall è ferito e attualmente è ricoverato in ospedale. La ceo di Fox News ha aggiunto: “Pierre era un fotoreporter di guerra e per Fox News ha coperto quasi ogni notizia dall’Iraq all’Afghanistan alla Siria. La sua passione e il suo talento come giornalista erano impareggiabili. Risiedeva a Londra e lavorava in Ucraina da febbraio. Aveva molteplici qualità e non c’è ambito in cui non sia intervenuto per aiutare – dal fotografo al tecnico, dal montaggio alla produzione – e faceva tutto sotto un’enorme pressione e con un’abilità straordinaria. Era profondamente impegnato nel raccontare le vicende. Il suo coraggio, professionalità ed etica del lavoro erano rinomati. Tutti nel settore- ha concluso Scott- lo rispettavano”.

Si tratta del secondo giornalista di una emittente statunitense che ha perso la vita e il terzo da quando, il 24 febbraio scorso, è scoppiata la guerra in Ucraina. Domenica scorsa è infatti morto Brent Renaud, 50 anni, ex collaboratore del New York Times, raggiunto da colpi d’arma da fuoco dell’esercito russo stando a quanto ha riferito la polizia di Kiev. Prima di lui è toccato al reporter ucraino Yevhenii Sakun, rimasto ucciso nell’attacco aereo russo alla torre della tv di Kiev a inizio mese, mentre sabato 12 marzo si sono perse le tracce del collega Oleh Baturin a Kherson, città in mano alle forze russe, che vengono sospettate del suo sequestro. La giornalista bielorussa Hanna Liubakova del World Press Institute riferisce che dall’inizio dei combattimenti si sono registrati “oltre 50 crimini” a danno degli operatori dei media

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