Nessuna nota fuori posto: dopo 2 anni prende vita l’archivio della banda di Castelfiorentino

Nessuna nota è adesso fuori posto. Dopo 2 anni prende vita l’archivio della banda di Castelfiorentino. Oltre millecento partiture musicali che raccontano la storia della Filarmonica “G. Verdi” , dalle sue origini ottocentesche fino alla fine della seconda mondiale.

Brani originali, marce librettate, pezzi conosciuti ma anche inediti, anonimi. E poi documenti amministrativi, atti, lettere private e pubbliche, strumenti, stampe, locandine, fotografie, divise, attrezzature. Un patrimonio collettivo immenso, che è stato sottoposto a un lavoro paziente e certosino da Alessio Pontiggia e da Gastone Pulvino (rispettivamente Presidente e Capobanda della Filarmonica) per quasi due anni, con l’obiettivo di rendere fruibile al pubblico e agli studiosi tutto questo materiale, di grande interesse.

Un patrimonio per l’intera comunità di Castelfiorentino, ma anche una testimonianza importante del fenomeno bandistico nella Toscana dell’Ottocento. E’ questo il tema della serata “Il patrimonio musicale e strumentale della Filarmonica G. Verdi di Castelfiorentino” che si svolgerà al Ridotto del Teatro del Popolo sabato 19 marzo , alle ore 15.00.

Una iniziativa a cui sono stati invitati studiosi ed esperti di varie discipline (storici della musica, esperti di strumenti musicali, ricercatori e collezionisti, ecc..) per un confronto di ampio respiro e una riconsiderazione a trecentosessantagradi del valore di questo fondo, che è stato donato dalla Filarmonica al Comune di Castelfiorentino.

«Quando nel 2020 – osserva Alessio Pontiggia, presidente della Filarmonica G. Verdi – venne rinvenuta all’interno della biblioteca comunale una parte importante dell’archivio storico della Filarmonica G. Verdi che completava e integrava quella da noi conservata in sede, tutti subito pensammo che tale patrimonio non dovesse più giacere dimenticato e sconosciuto. Iniziammo così un lavoro di inventario e analisi storica durato due anni, che ci ha permesso di mettere in luce un materiale musicale manoscritto di gran valore del periodo 1830-1945, composto anche da brani inediti e dimenticati di autori di importanza cittadina, regionale e persino nazionale».

«Nell’archivio sono anche conservati atti, documenti, corrispondenza pubblica e privata che tracciano gli eventi storici pre e post unitari della nostra città. Compito dell’Amministrazione comunale e della Filarmonica sarà quello di conservare e tutelare questo patrimonio storico, e di far rivivere questi brani perché tornino a costituire un tassello importante e vivo della nostra cultura musicale».

«Siamo felici – sottolinea il vicesindaco con delega alla Cultura, Claudia Centi – che l’archivio della Filarmonica possa diventare presto un patrimonio fruibile dagli studiosi e a disposizione dell’intera cittadinanza, non solo per gli appassionati di storia musicale ma anche per gli storici in generale, in quanto la documentazione consente di completare e arricchire con particolari inediti quanto già conosciamo della storia della nostra città. Ringrazio pertanto Alessio Pontiggia e Gastone Pulvino, che hanno lavorato con grande impegno per ottenere questo risultato».

Al Ridotto, dopo i saluti del sindaco Alessio Falorni e del vicesindaco Claudia Centi, interverranno Alessandro Onerati (introduzione e conclusioni), Paolo Marini (Cenni storici sulla Filarmonica G. Verdi di Castelfiorentino), Alessio Pontiggia e Gastone Pulvino (archivio storico musicale e documentale della Filarmonica G. Verdi, risultati del lavoro di inventario e prospettive), Stefania Gitto (Bande, Filarmoniche e concerti comunali in Toscana: i risultati del censimento CeDoMus Toscana), Paolo Zampini (L’importanza delle bande. L’analisi del fondo Pietro Fabiani) Francesco Carreras (Gli strumenti storici della banda di Castelfiorentino).

Previsti alcuni intermezzi musicali, da parte dei Maestri Paolo Zampini (flauto) e Simone Bensi (Oboe) e da parte della Filarmonica, che presenterà brani inediti di Francesco Vallesi (1850 ca.) e Delia Fontanelli (1904).

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