Aumento esponenziale del carburante, i trasporti rischiano il collasso

Photo

Aumento esponenziale del prezzo del carburante. Non solo crescita del costo dell’energia. I trasporti rischiano il collasso dal momento che le compagnie petrolifere stanno diminuendo le forniture di oltre il 50%. La Cna Fita Firenze afferma che in 2 anni ha chiuso il 5% delle imprese e ora, nel quasi dopo Covid dovrebbe esserci la ripresa, mentre assistiamo ad una crisi energetica che penalizzerà ulteriormente il settore.

Il presidente Unione Fita Trasporti di Firenze, Marco Carraresi osserva che “Alla metà di Gennaio il gasolio costava 1,60 euro al litro, alla metà di Febbraio 1,7 e in questi giorni 2,006 per un aumento complessivo del 47% rispetto al 2020”. Il costo complessivo di per rifornire un camion a metano è aumentato del 90%, cioè 18mila euro l’anno. Carraresi sollecita un controllo del caro-carburanti il cui prezzo deve essere calmierato.

Inoltre “Le compagnie petrolifere stanno tagliando le forniture di oltre il 50% e, a catena, tutti gli utenti finali iniziano a subirne conseguenti ed allarmanti ripercussioni. Una situazione che deriva dalla crisi internazionale ma, probabilmente, anche da sacche di speculazione senza scrupoli” dichiara il presidente Carraresi. Non solo crisi per gli autotrasportatori, ma anche tassisti, bus operator e singoli cittadini stanno avendo gravi ripercussioni economiche dall’aumento del carburante.

Carraresi chiede al Governo un intervento repentino per fermare l’aumento incontrollato del prezzo di benzina, metano e gasolio riducendo ad esempio le accise e estendendo il credito di imposta come rimborso per chi ha automezzi sotto le 7,5 tonnellate.

#traspoti #energia #aumentogasolio