Dall’Ucraina in pullman con 2 bambini fino a Belforte

«Una giovane donna con due bambini, con i pullman che dall’Ungheria arrivano in Italia, è arrivata qui, da noi. Attraverso di lei siamo riusciti a pensare di mandare dei prodotti in Ungheria, a Cop, una piccola cittadina di 8mila abitanti al confine con l’Ucraina dove sono arrivati migliaia di profughi».

E’ il racconto che fa Fabio Torriti, presidente Circolo Arci Belforte, nel Comune di Radicondoli. «Tutto è nato da una iniziativa popolare, il Circolo Arci di Belforte ha sposato l’idea e coordinato il tutto. Siamo ripartiti dalla casa dalla memoria. Dico grazie alle persone che ci hanno stimolato a farlo e hanno partecipato. Abbiamo avuto una adesione totale e raccolto talmente tanti prodotti che non avremmo mai pensato».

Ed è a Cop che il bus, che fa la spola con l’Italia, è diretto con gli oltre 100 pacchi pieni zeppi della solidarietà di Belforte e Radicondoli. «Ci sono medicinali, viveri, pannolini per bambini, vestiti di tutti i tipi, torce, pile, cibo per animali, prodotti per la cura del corpo. C’è tutta la nostra solidarietà e il nostro impegno per aiutare le persone e dire sì alla pace, subito».

L’esperienza è nata da un contatto, con persone che risiedono a Belforte e che hanno parenti che sono riusciti ad arrivare in questo territorio, a Belforte, scappando dall’Ucraina. Poi sono partiti da Belforte oltre 100 pacchi di vestiti, farmaci, shampoo, generi alimentare e tanti altri prodotti destinati a tante persone ucraine profughe che sono al confine tra Ucraina e Ungheria.

Una raccolta importante che ha coinvolto tanti cittadini di Belforte e di Radicondoli grazie all’iniziativa lanciata del Circolo Arci Belforte a cui hanno partecipato attivamente la farmacia di Radicondoli, la Bottega Belforte, la Coop Radicondoli.

«Ringrazio davvero tutti coloro che hanno aderito. E ringrazio in primo luogo l’Arci Belforte che ha coordinato questa attività», dice Francesco Guarguaglini, sindaco di Radicondoli

«Anche il luogo dove è stato organizzato il “centro di smistamento” dai cittadini di Belforte ha un forte significato: ovvero presso “la casa della memoria”. C’è stata una vera e propria corsa alla solidarietà che significa accoglienza e ricerca della pace. Un segnale che deve partire da ogni istituzione, perché il cessate il fuoco e la diplomazia, il dialogo devono prevalere seguendo l’esempio che Papa Francesco ci ha dato in questi giorni. La pace è parte di noi, della nostra popolazione che ha vissuto la guerra e ha lottato per respingere l’invasione, cercando democrazia e libertà: valori universali dell’uomo».

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