Ucraina, Soleterre: “Bambini con tumore curati nei seminterrati”

“Continua l’impegno di Fondazione Soleterre in Ucraina. Stiamo costantemente garantendo le terapie oncologiche ai 15 piccoli pazienti ricoverati presso l’Istituto Nazionale del cancro di Kiev. I bambini al momento stanno continuando le cure nel seminterrato dell’ospedale per proteggersi da eventuali bombardamenti. Con loro ci sono le famiglie, i medici e il primario del reparto”. Così in una nota la Fondazione.

“Altri bambini sono stati invece trasferiti nel reparto di oncologia pediatrica all’ospedale di Ternopil, più ad ovest rispetto a Kiev. Anche all’ospedale di Leopoli le cure per i bambini malati di leucemia continuano. Abbiamo comprato tutti i farmaci possibili all’interno del Paese e ora l’obiettivo è quello di farne arrivare altri dall’Europa. Abbiamo acquistato tutti i farmaci possibili al momento per i bambini malati di tumore e ci stiamo attrezzando per farne arrivare altri dall’Europa e da altri Paesi”, continua la nota.

“Questa emergenza- conclude Soleterre- richiede l’aiuto di tutti, per questo abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi, la tua solidarietà salva vite”.

LA TESTIMONIANZA DI ONIPKO (SOLETERRE): “I BIMBI HANNO PAURA

“Qui ci sono bambini che lottano per la loro vita contro il cancro e che ora devono lottare anche contro le follie di Vladimir Putin. Con loro anche minori che hanno già attraversato il conflitto del 2014: stessa cosa, vivono la recidiva della malattia, e ora anche quella della guerra”. A parlare del seminterrato rifugio di una casa accoglienza per bambini oncologici di Kiev è Natalia Onipko, coordinatore dei progetti umanitari della ong italiana Soleterre in Ucraina, che gestisce anche la struttura da cui parla la dirigente.

Il contesto della testimonianza, in un videomessaggio di venerdì 25 febbraio che mostra anche gli interni delle stanze dei rifugi, tra letti, cartoni e televisioni che raccontano il conflitto, è quello dell’operazione militare lanciata dalla Russia all’alba di giovedì.
Soleterre a Kiev interviene presso l’Istituto nazionale del cancro. Vista la situazione, l’organizzazione ha deciso di trasferire d’urgenza quattro famiglie di minori in un ospedale di Ternopil, capoluogo della regione omonima situata 360 chilometri a est della capitale e poco più di 200 a ovest del confine polacco.

L’ong riferisce di essere pronta ad “avviare i protocolli terapeutici dei bambini trasferiti dall’Istituto del Cancro e attrezzare una struttura di accoglienza”.
Chi è rimasto nella capitale intanto, si rifugia nel semiterrato della ‘Dacha’, il nome delle case di campagne tradizionali russe che per Soleterre è una casa di accoglienza per i ragazzi che si stanno sottoponendo alle cure per i tumori.
Sono molto impauriti“, ribadisce Onipko, anche presidente dell’associazione locale Zaporuka, che poi aggiunge, quasi a voler fare un appello: “È molto difficile, molti bambini hanno vissuto il conflitto del 2014, quando il mondo non ci ha voluti ascoltare, credendo che si trattasse di una guerra civile ma solo una guerra della Russia”. Il riferimento è al conflitto nato otto anni fa dopo l’annessione unilaterale della Crimea da parte di Mosca. In quel contesto nacquero le due autoproclamate repubbliche indipendenti il cui riconoscimento da parte di Putin, in settimana, ha preceduto l’innesco del conflitto in corso in queste ore.

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