Le truppe russe alle porte di Kiev, Zelensky: “Continueremo a difendere la nostra indipendenza”

L’Ucraina è sola a difendersi dalla Russia, perché le potenze mondiali restano a guardare da lontano: lo ha detto oggi il presidente Volodymyr Zelensky, in un messaggio video. Il capo di Stato ha anche sottolineato che le sanzioni annunciate ieri da Stati Uniti e Unione Europea non sono sufficienti. “Questa mattina siamo soli a difendere il nostro Stato” ha detto Zelensky. “Come ieri, le maggiori potenze del mondo restano a guardare da lontano”. Il presidente ha denunciato che questa notte bombardamenti hanno raggiunto aree abitate della capitale Kiev. “La Russia è stata convinta dalle sanzioni di ieri?” ha chiesto Zelensky in modo retorico. “Sentiamo nel cielo e vediamo qui sul terreno che questo non è stato abbastanza

“Un arresto immediato delle operazioni militari russe” è stato chiesto nella serata di ieri dal presidente francese Emmanuel Macron al suo omologo Vladimir Putin nel corso di una telefonata seguita all’avvio dell’offensiva di Mosca in Ucraina. Macron, che è anche presidente di turno dell’Unione Europea, ha sottolineato che “la Russia si espone a sanzioni massicce”. Del colloquio si riferisce in una nota diffusa dall’Eliseo. In un altro comunicato, il Cremlino sottolinea che il colloquio è stato “serio e franco” e che Putin ha fornito “una spiegazione dettagliata delle ragioni” delle scelta di Mosca.

20.20 – TRUPPE RUSSE ALLE PORTE DI KIEV, IL SINDACO: SARA’ UNA NOTTE DIFFICILE

Le truppe russe si avvicinano sempre di più a Kiev. Continuano gli scontri nel sobborgo di Obolon, a nord ovest della città, dove le avanguardie russe starebbero provando a farsi strada verso il centro della città. Forti esplosioni si registrano anche nei pressi dell’aeroporto di Hostomel, riconquistato questo pomeriggio dai russi ma al momento ancora conteso dalle forze di difesa ucraina.

Per stringere Kiev in una manovra a tenaglia, l’esercito russo presente in Bielorussia è penetrato anche dalla sponda ovest del Dnepr. La resistenza incontrata a Chernihiv ha però frenato l’avanzata delle truppe di Mosca, costrette a cingere d’assedio la città. Secondo informazioni non confermate, dopo aver circondato Chernihiv, colonne di blindati russi si sarebbero dirette verso la capitale. Lo stesso sindaco di Kiev ha avvisato i suoi concittadini che le truppe russe sono “molto vicine alla capitale”.

19.25 – KULEBA: DI MAIO HA DETTO SÌ A RUSSIA FUORI DALLO SWIFT

“Chiamata al mio omologo italiano Luigi Di Maio. Piena solidarietà all’Ucraina. Il mio collega mi ha assicurato che l’Italia sosterrà l’esclusione della Russia dal sistema Swift”. Lo scrive in un tweet il ministro degli Affari esteri ucraino, Dmytro Kuleba. La stessa posizione è stata poi espressa anche da Germania e Francia.

19.00 – IL PRESIDENTE ZELENSKY IN VIDEO A KIEV: SIAMO TUTTI QUI

“Siamo tutti qui”: lo dice il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in un video diffuso questa sera a Kiev.

Il capo di Stato sembra reggere il telefono che lo riprende, sullo sfondo palazzi governativi, in centro città. “Stiamo proteggendo la nostra indipendenza, il nostro Stato” dice Zelensky, in uniforme militare, alle spalle alcuni collaboratori. “Continueremo a farlo”.

17.30 – RUSSI PRENDONO IL CONTROLLO DI KHERSON, ASSALTO ANFIBIO SU MARIUPOL

Continua l’avanzata delle truppe di Mosca nel sud dell’Ucraina. Stando a quanto riportato da fonti del Pentagono alla Cnn, l’esercito russo avrebbe lanciato un attacco anfibio con “migliaia di marines” sulla città di Mariupol dopo che, questa mattina, l’esercito ucraino aveva respinto l’offensiva delle forze russe. E l’esercito di Mosca avanza anche a Kherson dove, dopo oltre un giorno di combattimenti, i russi sono riusciti a superare il ponte sul fiume Dnepr.

16.10 – PUTIN A MILITARI KIEV: PRENDETE POTERE, VIA NEONAZISTI

Un appello all’esercito dell’Ucraina, affinché destituisca il presidente Volodymyr Zelensky e i suoi collaboratori, definiti “tossicomani” e “neonazisti”, è stato rivolto oggi dal capo di Stato russo Vladimir Putin. A riferire delle dichiarazioni è stata Ria Novosti insieme con altre agenzia di stampa moscovite.

“Sarà più facile – ha detto Putin – trovare un accordo con voi che con la cricca di tossicomani e neonazisti che si è insediata a Kiev e che ha preso in ostaggio il popolo ucraino”. L’appello è stato rivolto dopo l’ingresso a Kiev di unità dell’esercito russo, che avevano in precedenza preso il controllo di uno scalo aeroportuale a pochi chilometri dalla capitale.

15.30 – PARACADUTISTI RUSSI CONQUISTANO AEROPORTO DI HOSTOMEL, ALLE PORTE DI KIEV

Il portavoce del ministro della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha annunciato la presa dell’aeroporto di Hostomel, nei pressi della città di Kiev. La notizia non è confermata dal fronte ucraino, ma numerosi video postati in rete dagli abitanti della capitale mostrano un violento bombardamento effettuato dagli elicotteri d’assalto KA-52 russi.

L’aeroporto di Hostomel è considerato un punto di fondamentale importanza per i rifornimenti russi nell’attacco alla città di Kiev. Già ieri le forze speciali di Mosca erano riuscite ad impadronirsi dello scalo, prima di essere respinte dopo un pomeriggio di intensi combattimenti.

15.00 – CONTINUA L’OFFENSIVA RUSSA, SI COMBATTE ALLE PORTE DI KIEV

Continua l’offensiva russa in Ucraina. Si combatte alle porte di Kiev, dove blindati russi sono arrivati nei sobborghi della parte nord occidentale della città, a Obolon. Nella capitale si registrano anche numerose esplosioni. Video diffusi sui social network mostrano l’esercito ucraino distribuire armi ai civili per preparare la resistenza. Il governo di Kiev avrebbe inoltre ordinato la distruzione di alcune infrastrutture per rallentare l’avanzata russa.

Duri scontri sono riportati anche nella città di Chernihiv, a nord di Kiev. Lo snodo, di fondamentale importanza per raggiungere la capitale dal lato nord-est del Dnepr, sarebbe ancora in mano ucraine. Le stesse autorità di Kiev, verso mezzogiorno, hanno diffuso la notizia non confermata di numerosi mezzi corazzati russi distrutti nel tentativo di prendere lo snodo. Gli scontri a Chernihiv sarebbero ancora in corso, con le autorità russe che hanno annunciato di aver accerchiato la città.

Continuano anche i combattimenti sul lato est e sud del fronte. Forti bombardamenti stanno colpendo la città di Mariupol, nel Donbass. Il sindaco della città ha annunciato che un attacco via terra è stato respinto, con pesanti perdite per le truppe russe, ma gli scontri non si fermano. Le truppe russe entrate dalla Crimea, invece, sarebbero vicine a prendere il controllo delle città di Kherson e Melitopol.

12.30 – MATTARELLA: RISCHIO SPIRALE DI GUERRA, PACE IN PERICOLO

“Ieri si è abbattuta sull’Europa una nuova tragedia. Una violenza sull’intera Europa, mettendo in pericolo pace e libertà. Non possiamo accettare che la follia della guerra distrugga quel che i popoli dell’Europa sono stati capaci di costruire in questi sette decenni per realizzare un mondo di reciproco rispetto e di obiettivi comuni. Questo mondo che ha superato la Guerra fredda non intende vedere calpestati i principi della convivenza internazionale”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto a Norcia.

“I popoli dell’Europa non sono disposti a piegarsi alla violenza della forza, oggi usata per l’Ucraina ma domani non sappiamo per quali altri obiettivi. L’Europa rischia di precipitare in una spirale di guerra, in un vortice di conflitti in cui è impossibile prevedere gli sviluppi. Nessuno potrebbe essere certo di restare immune: la pace è in pericolo. Per la pace e la libertà, gli italiani saranno certamente intransigenti, determinati, uniti nel nostro paese”.

11.20 – DRAGHI: PRONTI 1.400 MILITARI ITALIANI, ALTRI 2.000 A DISPOSIZIONE

“Le forze italiane che prevediamo essere impiegate dalla NATO sono costituite da unità già schierate in zona di operazioni – circa 240 uomini attualmente schierati in Lettonia, insieme a forze navali, e a velivoli in Romania; e da altre che saranno attivate su richiesta del Comando Alleato”. Lo dice il presidente del Consiglio Mario Draghi nell’informativa urgente alla Camera sulla crisi in Ucraina.

“Per queste – aggiunge – siamo pronti a contribuire con circa 1.400 uomini e donne dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, e con ulteriori 2.000 militari disponibili. Le forze saranno impiegate nell’area di responsabilità della NATO e non c’è nessuna autorizzazione implicita dell’attraversamento dei confini”.

9.37 – FORZE ARMATE DI KIEV: “COMBATTIMENTI A PERIFERIA CITTÀ

Unità dell’esercito ucraino sono impegnate in combattimenti alla periferia della capitale Kiev, nelle aree di Dymer e Ivankiv, dove stanno avanzando blindati e veicoli militari russi: lo hanno riferito le forze armate nazionali.

Nel messaggio, diffuso con un post su Facebook, si aggiunge che per impedire l’avanzata russa è stato distrutto un ponte sul fiume Teteriv. Stando alle versione delle forze armate di Kiev, militari ucraini stanno ancora resistendo in un aeroporto a circa 20 chilometri dalla capitale.

8.39 – BANCA MONDIALE: “PRONTI A SOSTENERE KIEV, IMPATTI GLOBALI

La Banca Mondiale è pronta a “fornire sostegno immediato all’Ucraina” e sta “preparando varie opzioni per mettere in atto questo sostegno”, compreso “finanziamenti a erogazione rapida”. A renderlo noto il presidente dell’organismo internazionale, David Malpass, dopo l’avvio dell’operazione militare russa in Ucraina.

In un comunicato il presidente ha detto che la Banca mondiale è “inorridita dalla violenza scioccante e dalle perdite di vite umane” che si stanno verificando in queste ore in Ucraina e ha ribadito di essere “al fianco” del popolo ucraino in questo “momento critico”.
Malpass ha comunicato di “aver discusso della situazione con il consiglio di amministrazione” della Banca e di aver “mobilitato la Global Crisis Risk Platform dell’istituto per accelerare il coordinamento all’interno del Gruppo della Banca mondiale”.

Il presidente si sta quindi “coordinando anche con il Fondo Monetario Internazionale (Fmi)” per valutare i danni economici causati dall’intervento russo. Secondo il massimo dirigente della Banca mondiale, gli attuali sviluppi in Ucraina “avranno impatti economici e sociali di vasta portata”. Malpass ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sabato scorso. Nell’occasione il presidente ha promesso che la Banca Mondiale avrebbe messo subito a disposizione di Kiev 350 milioni di dollari nell’ambito delle tensioni nella regione orientale del Paese, poi degenerate nel conflitto scoppiato ieri con l’annuncio dell’offensiva russa.

8.36 – CORTE INTERNAZIONALE: “POSSIBILE INDAGINE PER CRIMINI DI GUERRA

Il procuratore capo della Corte penale internazionale con sede all’Aia, Karim Khan, ha “ricordato” a le parti in conflitto in Ucraina che sia Kiev che Mosca hanno accettato la giurisdizione del tribunale nel 2015 e che quindi ogni possibile “crimine di guerra, contro l’umanità o genocidio” commesso in questa fase di conflitto può essere oggetto di indagine da parte della Corte.

In un comunicato pubblicato oggi, il procuratore, in missione in Bangladesh, ha detto di “seguire da vicino” gli sviluppi in Ucraina con “crescente preoccupazione”. All’alba di ieri la Russia ha avviato un’offensiva sul territorio ucraino. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, le vittime degli attacchi russi nella giornata di ieri sarebbero state oltre 130.

7.29 – LA TURCHIA NON BLOCCA IL RIENTRO DI NAVI RUSSE IN CRIMEA

La Turchia permetterà alle navi della flotta militare russa di far ritorno nelle proprie basi in Crimea dal mar Mediterraneo: lo ha riferito oggi l’agenzia di stampa moscovita Ria Novosti, citando il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu. La comunicazione ha seguito una richiesta da parte del governo dell’Ucraina in favore di un blocco del passaggio attraverso il Bosforo e i Dardanelli, gli stretti che permettono l’accesso al mar Nero dal mar Mediterraneo.

Secondo Ria Novosti, Cavusoglu ha comunicato che Ankara può chiudere l’accesso ma che Mosca conserva comunque il diritto a far rientrare in Crimea le proprie navi. La Turchia è un Paese membro della Nato. Ieri il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva definito l’offensiva russa in Ucraina “una violazione del diritto internazionale” e “un duro colpo alla pace, alla tranquillità e alla stabilità nella regione”.

6.11 –  MINISTRO: “BOMBARDAMENTI TERRIBILI SU KIEV, COME NEL 1941”

“Terribili bombardamenti missilistici su Kiev. L’ultima volta che la nostra capitale aveva visto una cosa del genere era stato nel 1941, quando era stata aggredita dalla Germania nazista”: lo ha scritto stamane Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri dell’Ucraina. In un messaggio diffuso su Twitter il dirigente ha aggiunto: “Allora l’Ucraina sconfisse quel male e lo sconfiggerà ancora oggi. Fermate Putin. Isolate la Russia. Rompete tutte le relazioni. Cacciate la Russia”.

5.55 – KIEV, DUE PALAZZI IN FIAMME ALLA PERIFERIA SUD-EST

Due palazzi che ospitano appartamenti sono in fiamme nel settore sud-est di Kiev: lo indicano foto diffuse dai servizi di soccorso dell’Ucraina, rilanciate anche da testate locali. Secondo le ricostruzioni disponibili, l’incendio sarebbe divampato dopo che un aereo, verosimilmente russo, è stato intercettato in volo dalla contraerea. Stando al quotidiano Kyiv Independent, almeno tre persone sono rimaste ferite in modo grave. I soccorritori hanno riferito di un rischio di crollo. In precedenza funzionari del ministero dell’Interno dell’Ucraina avevano detto dell’abbattimento di un caccia nel settore di Darnytskyi, in una zona residenziale, nel settore sud-orientale della capitale.

5.42 – UE, DECISE IN VIA DEFINITIVA SANZIONI CONTRO RUSSIA

Il Consiglio europeo ha condannato nei termini più forti possibili l’aggressione militare russa contro l’Ucraina che ha violato le leggi internazionali e i principi della Carta delle Nazioni Unite: lo si riferisce in una nota diffusa ieri sera a Bruxelles. La Russia è ritenuta completamente responsabile per queste azioni e l’Unione Europa esorta il Cremlino a ritirare tutte le sue forze militari dal territorio ucraino e di rispettarne l’integrità territoriale. Il Consiglio europeo – si legge nel comunicato – condanna fortemente le tragiche perdite di vite umane di donne, uomini e bambini innocenti le cui vite sono state ingiustamente attaccate e condanna anche il coinvolgimento della Bielorussia in questa aggressione. Per tutti questi motivi, l’Unione Europea e tutti i suoi leader hanno deciso di intensificare le misure restrittive contro la Russia che avranno massive e severe conseguenze contro il paese. Il Consiglio europeo è fermamente convinto che un cambiamento dei confini prestabiliti non possa avvenire in nessun modo nel 21esimo secolo e che il conflitto può essere risolto solo tramite dialogo e diplomazia. Gli alleati continueranno a supportare, tramite uno stretto coordinamento tra Nato, Osce e Onu, l’integrità non solo dell’Ucraina ma anche della Georgia e della Repubblica moldava. Nel testo si legge infine che per tutti i motivi sopra elencati, il Consiglio europeo adotterà senza alcun ritardo tutte le proposte preparate dalla Commissione.

5.38 – ZELENSKY: SABOTATORI A KIEV, NEMICO VUOLE ELIMINARMI

Gruppi di “sabotatori” sono entrati a Kiev, parte di un piano per “distruggere l’Ucraina politicamente eliminando il capo dello Stato”: lo ha detto nella notte il presidente Volodymyr Zelensky, mentre fonti concordanti riferivano dell’ingresso di unità russe nella capitale. Zelensky ha aggiunto: “Il nemico mi ha designato come obiettivo numero uno, mentre la mia famiglia è l’obiettivo numero due”. Le dichiarazioni sono state diffuse attraverso un messaggio video.

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