C’è puzzo, per l’Arpat la distilleria supera i parametri

«La distilleria Deta ha superato i limiti. Adesso ci chiediamo se il sindaco David Baroncelli sospenderà le autorizzazioni fino a quando l’azienda non si metterà a norma». E’ quanto afferma il Comitato tutela e difesa della Val d’Elsa dopo aver letto la lettera dell’Arpat dove si evidenziano le irregolarità nelle emissioni della distilleria che ha sede alla Zambra, nel Comune di Barberino Tavarnelle.

La nota dell’Arpat, scrive il Comitato, è «in risposta in risposta alle segnalazioni di odori nauseabondi, ad un paio di nostri consiglieri e soci del comitato, afferma che la concentrazione di odore determinata secondo lo standard Europeo in tutti e tre gli autocontrolli alla distilleria è superiore ai limiti autorizzati».

Per quanto sottolinea il Comitato, «la notizia ovviamente non ci fa piacere e resta ora da capire fino in fondo a cosa sono dovute queste esalazioni, senza trascurare che il Comitato chiede da tempo di conoscere anche l’esatta concentrazione di polveri nocive delle emissioni quali il PM 10 e 2,5.

Inoltre l’Arpat continua nella propria nota specifica di aver proposto alla Regione di prescrivere «alla ditta di ripristinare il rispetto del limite in tempi brevi e di fornire dettagliate informazioni circa quanto ritiene necessario per
poter rientrare nei limiti emissivi autorizzati, nonché evidenza della risoluzione della anomalia».

Il Comitato chiede ora «certezze sulla qualità di vita, se la salute dei cittadini è sistematicamente a rischio dalle possibile elevata concentrazioni di inquinanti atmosferici, quali sono le criticità della zona».

«Ora che abbiamo la certezza che le emissioni odorigene della distilleria Deta sono fuori norma, riterremmo un segnale di sostegno alla cittadinanza se il sindaco Baroncelli sospendesse le autorizzazioni fino a quando l’azienda non avrà risolto il problema, magari dotandosi di un nuovo impianto, per esempio un essiccatoio a vapore surriscaldato. In altre zone d’Italia le distillerie pare abbiano risolto analoghi problemi investendo sulle migliori tecnologie».

Inoltre «nell’agenda del nostro sindaco domani (17 febbraio) pomeriggio è previsto un incontro con i rappresentati del Comitato; sarà interessante conoscere da lui anche i criteri con i quali sono state organizzate con l’Arpat le campagne di rilevamento dell’aria, quali sono i parametri usati per monitorare il PM10, PM2,5 gli ossidi di azoto, zolfo Ipa».

«Conoscere le temporalità, in quanto la prima rilevazione ci risulta sia stata fatta tra metà dicembre/metà gennaio, diciamo in un periodo dove è comune la riduzione dell’attività lavorativa in gran parte delle aziende che gravitano nella zona industriale. Il nostro comune per i rilievi che farà l’Arpat ha sottoscritto un impegno di spesa di 32mila euro e ci sta a cuore che siano spesi bene e in maniera consona, anche se ci sembra però iniquo che per l’espansione di un’azienda si debbano spendere denari dei cittadini del Comune di Barberino Tavarnelle, Noi come sempre vigileremo».

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