Quirinale. Berlusconi si ritira e opta per una proposta condivisa con il centrodestra

Colpo di scena ieri sera. Silvio Berlusconi rinuncia alla corsa per il Quirinale. Alla riunione del centrodestra mancava proprio Berlusconi mentre erano presenti Meloni, Salvini e per Forza Italia Antonio Tajani e Licia Ronzulli.

“Mario Draghi resti a Palazzo Chigi e non vada al Quirinale”, ha detto il coordinatore di FI, Antonio Tajani aggiungendo che non può essere accettata “la ghettizzazione della sinistra” per i candidati di area centrodestra.

“Sono davvero grato, dal profondo del cuore, alle molte migliaia di italiane e italiani che, in questi giorni, mi hanno manifestato affetto, sostegno e incoraggiamento da quando il mio nome è stato indicato per la Presidenza della Repubblica” ha affermato Silvio Berlusconi aggiungendo “Sono grato in particolare alle forze politiche del centro-destra che hanno voluto formulare la mia candidatura, ai tanti parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno espresso il loro appoggio e il loro consenso, agli importanti esponenti politici stranieri, in particolare ai vertici del Partito Popolare Europeo, che si sono pronunciati a favore di questa proposta”.

Berlusconi ha detto che “l’Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi”. Quindi la riflessione Presidente di Forza Italia è che Draghi con il suo governo deve completare “la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al PNRR, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia”.

Per questo motivo Berlusconi rinuncia a candidarsi alla Presidenza della Repubblica ma nello stesso tempo assicura che continuerà a lavorare con i leader del centro-destra per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento.

Matteo Salvini su Twitter ha commentato “Giornata importante, per il centrodestra e per l’Italia. Dopo la scelta generosa di #Berlusconi, ora vediamo se a sinistra continueranno a dire di no a tutte e tutti”.

Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, e Antonio De Poli, presidente nazionale del partito affermano “Con il suo gesto Berlusconi testimonia con generosità e profondo senso dello Stato la sua statura di uomo delle istituzioni ed è un sentimento di gratitudine condiviso da tutto il Centrodestra. Siamo fiduciosi che anche gli altri schieramenti del Parlamento mostreranno altrettanta sensibilità e responsabilità istituzionale”.

Giuseppe Conte in un tweet esprime la sua riflessione “Lo avevamo affermato in modo chiaro: la candidatura di Silvio Berlusconi era irricevibile. Con il suo ritiro facciamo un passo avanti e cominciamo un serio confronto tra le forze politiche per offrire al Paese una figura di alto profilo, autorevole, ampiamente condivisa”.

Anche Enrico Letta in un Twitter scrive “Il centrodestra non è maggioranza e non ha quindi diritto di prelazione sul Quirinale. Lo abbiamo detto fin dall’inizio. Ora col ritiro di Berlusconi e lo scontro deflagrato all’interno del cd tutto è chiaro. Ora ci vuole accordo alto su nome condiviso e un patto di legislatura”.

Il centrosinistra potrebbe scegliere il nome di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio ed ex ministro, come candidato di bandiera nelle prime votazioni per il Quirinale. Lo si apprende da diverse fonti di centrosinistra. Il nome sarebbe emerso in ambienti M5Se viene confermato da fonti Dem come possibile scelta condivisa. Domani è in programma una serie di riunioni per valutare il da farsi.

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