Iniziata a Siena la cura anti Covid con pillole a 3 pazienti

Il professor Mario Tumbarello

E’ iniziata la somministrazione delle pillole per curare il Covid ai primi 3 pazienti, al policlinico Santa Maria alle Scotte.

Il trattamento è iniziato sabato 8 gennaio: i 3 pazienti di area senese individuati sul territorio dai medici di medicina generale o dalle USCA (non è infatti possibile l’accesso diretto alla cura in ospedale), sono stati segnalati all’UOC Malattie Infettive e Tropicali dell’Aou Senese, diretta dal professor Mario Tumbarello, che ha verificato la presenza degli specifici requisiti richiesti da AIFA per la somministrazione.

«Ogni paziente – spiega il professor Tumbarello – seguirà la terapia per 5 giorni, con 4 pillole da prendere ogni 12 ore per un totale di 8 pillole al giorno e 40 in tutto a fine trattamento. I criteri per accedere a questa terapia – aggiunge il professor Tumbarello – sono simili a quelli finora utilizzati per la somministrazione dei monoclonali, questi farmaci cioè sono riservati a persone risultate positive al Covid da non oltre 5 giorni, non ospedalizzate, paucisintomatiche e con il rischio, a causa della presenza di altre patologie, di sviluppare la malattia in forma grave».

«Le pillole non possono essere utilizzate da pazienti minorenni e donne in gravidanza e, per somministrarle, dobbiamo effettuare una specifica procedura sui registri AIFA che verifica la presenza dei requisiti e autorizza il trattamento. Saranno poi i medici delle USCA o i medici di medicina generale che continueranno a seguire i pazienti fino alla loro negativizzazione, salvo l’insorgenza di complicanze o urgenze che, solo in questi casi, richiedono il ricorso alle cure ospedaliere. Al momento l’Aou Senese dispone di altri 17 trattamenti, sui 20 consegnati, ma sono in arrivo altre confezioni per ulteriori 70 cicli completi di terapia».

«Il nuovo trattamento – conclude Tumbarello – va ad affiancare il trattamento con i monoclonali ed è sicuramente un’arma in più di cui disponiamo per evitare l’aggravarsi della malattia e, quindi, l’ospedalizzazione ed eventuali esiti infausti. Ad ogni modo, quello che è prioritario, è la vaccinazione, sia per chi non la ha ancora fatta, che per chi deve fare il richiamo con la terza dose, ed è l’unico modo per proteggerci davvero. Inoltre raccomandiamo ai pazienti Covid positivi asintomatici o paucisintomatici di non recarsi al Pronto soccorso perché è fondamentale, in questo momento, riservare le cure nell’area Covid dell’ospedale ai pazienti che ne hanno effettivamente bisogno e che presentano sintomi importanti e comorbilità».

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