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Minaccia di morte la ex: arrestato per la seconda volta in una settimana

A Firenze i carabinieri hanno arrestato un

FIRENZE – Arrestato per la seconda volta in una settimana un 30enne albanese per atti persecutori nei confronti della ex compagna.

Ieri sera, 18 dicembre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Nucleo Radiomobile di Firenze hanno tratto nuovamente in arresto un 30enne albanese già gravato da vari precedenti di polizia, ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti della ex compagna, connazionale 32enne.

L’uomo è stato rintracciato nei pressi del bar in zona Rifredi dove lavora la donna, lo stesso luogo in cui era stato arrestato in flagranza il 14 dicembre scorso. A suo carico il GIP presso il Tribunale di Firenze, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo toscano, aveva emesso il 17 dicembre un’ordinanza di aggravamento di misura cautelare, per aver posto in essere ulteriori condotte persecutorie nei confronti della vittima (consistenti anche in minacce di morte), dopo che era stato scarcerato a seguito dell’udienza di convalida dell’arresto in flagranza e sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa.

L’uomo è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Firenze Sollicciano.

L’altro arresto risale a martedì scorso. Tutto aveva avuto inizio lo scorso luglio, quando la vittima, una donna di 32 anni, interrompeva la relazione con il suo, all’epoca, compagno.

Finita la storia sentimentale, la donna a causa delle ripetute minacce di morte da parte dell’uomo, che non accettava la fine del rapporto, è stata costretta a cambiare il proprio stile di vita. La vittima, qualche giorno fa ha sporto anche denuncia poiché l’uomo si presentava continuamente nel luogo di lavoro creandole difficoltà e imbarazzo. Lo stesso, in più occasioni la minacciava di morte nel caso in cui l’avesse vista parlare con qualcuno.

Martedì notte, l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile aveva portato all’arresto del persecutore. Nella circostanza, l’uomo, un albanese di 30 anni, già noto alle Forze dell’Ordine, si era presentato nel luogo di lavoro, un bar in zona Rifredi, nel pomeriggio, ma non contento del primo intervento degli carabinieri che lo allontanavano, intorno alle successive ore 2, si ripresentava presso il bar, impossessandosi del cellulare della donna al fine di controllarne il contenuto e perseverare con le minacce.

Alcuni cittadini, allarmati dalle urla dei due richiedevano l’intervento dei Carabinieri che, prontamente intervenuti, lo traevano in arresto per il reato di atti persecutori. Anche in quel caso venne rinchiuso a Sollicciano.

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