Sciopero generale Cgil-Uil contro la Manovra: “Senza risposte torneremo in piazza”

sciopero generale roma 16 dicembre 2

I leader dei due sindacati confederali, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, partecipano alla manifestazione nazionale a piazza del Popolo a Roma. Ma anche a Milano, Cagliari, Bari e Palermo si svolgono eventi con i rappresentanti di Cgil e Uil insieme ai lavoratori. L’agitazione dal lavoro è di otto ore e riguarda molti settori, tra cui il trasporto pubblico, ma non la scuola e la sanità.

Arrivano i primi dati dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil contro la manovra. Le adesione tra i metalmeccanici sono alte: Acciaierie Italia 70%, Lamborghini 90 % operai e 60 % impiegati, Berretta Brescia operai 95% e impiegati 80%, Ast Terni 90% e 80% indotto, Nuovo Pignone Firenze 85%, Almaviva Roma 90%, Magneti Marelli di Napoli adesione al 95 %, Dana Graziano di Torino 85%, Electrolux di Porcia adesione al 70%, alla Vitesco Tecnologies di Pisa operai 100% e impiegati al 60%.

Lo sciopero dei metalmeccanici sta andando molto bene, i dati dicono che siamo attorno all’80% ed è un dato molto significativo che vuol dire che tra i lavoratori c’è malessere”. Lo dice la leader della Fiom Francesca Re David, in piazza del Popolo per la manifestazione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil ed alla Uil.https://player.vimeo.com/video/657372532?h=f7c73d46e7&dnt=1&app_id=122963

“Sta aumentando la distanza tra il palazzo della politica e il Paese. Noi invece diamo voce al disagio sociale che c’è nel Paese. Abbiamo bisogno di prendere la parola e farebbe bene chi è in Parlamento ad ascoltarci”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, arrivando a piazza del Popolo per la manifestazione per lo sciopero generale insieme alla Uil. “Oggi è l’avvio di una mobilitazione perché pensiamo che il Paese vada cambiato, con una riforma fiscale e delle pensioni degna di questo nome e cancellando la precarietà. È l’inizio di una battaglia”.

Poi, sul palco allestito per la manifestazione, Landini ha dichiarato: “Dovrebbero ringraziarci di riempire le piazze perché in questo Paese si sta determinando il rischio di una rottura di rappresentanza tra i cittadini e i palazzi della politica“. Senza risparmiare un attacco al leader degli industriali Carlo Bonomi: “Mi colpito la dichiarazione del presidente di Confindustria, che si è detto triste per lo sciopero. Sono rimasto sorpreso. Mi è venuto in mente – aggiunge – Enzo Jannacci e la canzone ‘Ho visto un re’. Noi siamo abituati a guardare negli occhi le persone. Non siamo capaci di essere contenti e felici quando un lavoratore perde il posto di lavoro”.

Il segretario della Cgil ha anche ricordato che “qualche giorno fa c’è stato un incontro con l’Anpi e tutte le associazioni antifasciste e ci è stato detto dai rappresentanti del Governo che purtroppo questo provvedimento ancora non si può prendere perché non ci sono le condizioni in Parlamento per sciogliere le organizzazioni che si rifanno al fascismo”.

Per Landini la mobilitazione odierna rappresenta l’inizio di un possibile percorso di agitazione: “Se non si fanno le cose che stiamo chiedendo, noi scioperiamo e torniamo in piazza perché non dobbiamo rispondere ad alcun governo. Per noi questa non è la fine di un ciclo di manifestazioni, ma è l’inizio perché non rinunciamo all’idea di una riforma delle pensioni, del fisco e della lotta alla precarietà. Le piazze di oggi ci dicono che non siamo isolati“.

“Noi non ci accontentiamo, noi non diciamo sì prima di sederci e questa battaglia la porteremo fino in fondo“. Lo dice il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dal palco di piazza del Popolo per lo sciopero indetto da Uil e Cgil. Per Bombardieri “ci hanno raccontato una favola natalizia che andava tutto bene ma queste piazze non ci perdonerebbero se non facessimo tutto il possibile per raggiungere dei risultati”.

Quella del Governo “è una Manovra che aumenta le disuguaglianze e non tiene in considerazione le fasce deboli del lavoro che pagano tutte la tasse: ci guadagnerà di più chi ha redditi più alti e meno chi ha redditi più bassi. Noi ci aspettavamo che il paese restituisse quanto i lavoratori hanno fatto durante la pandemia, hanno sorretto le comunità e l’economia: questo riconoscimento non c’è stato”. Commenta così alla Dire il segretario della Camera del Lavoro di Milano, Massimo Bonini, le motivazioni che hanno portato i sindacati Cgil e Uil a partecipare allo sciopero generale interregionale del Nord ‘Insieme per la giustizia’, per protestare contro la legge di Bilancio varata dall’esecutivo.https://player.vimeo.com/video/657376955?h=4cf416f875&dnt=1&app_id=122963

Intanto, il corteo partito da piazza Castello ha raggiunto l’Arco della pace, e in questo momento si stanno svolgendo gli interventi dal palco di delegati e delegate del nord. Soddisfazione per i numeri della manifestazione: “Qui a Milano sono confluiti più di 300 pullman, in tutto l’hinterland milanese quantificheremo all’incirca 20.000 partecipanti”, afferma Bonini, che è anche segretario generale della Cgil Milano. Sui posti di lavoro, stando a quanto riferito dagli organizzatori, le adesioni hanno raggiunto il 90% alla Pirelli di Milano, l’85% alla Parmareggio di Modena e oltre il 75% alla Bormioli di Fidenza.

Quella di Palazzo Chigi per il segretario generale della Uil lombarda Danilo Margaritella “non è una Manovra espansiva” perché va a favorire, soprattutto nell’ambito fiscale, i redditi più alti. Infatti, “i famosi 7 miliardi (frutto dell’accordo Irpef sul taglio delle tasse, ndr)” secondo il sindacalista vengono ripartiti “in modo tale che chi ha redditi più bassi” prenda a conti fatti “una mancia dalla riforma”, mentre “chi ha redditi dai 75.000 euro in su, nella proposta del Governo, ha maggiori agevolazioni“. Insomma, se si volesse trovare una sintesi, per la Uil regionale nella manovra “non c’è equità”. È così che Margaritella espone alla Dire le motivazioni dello sciopero ‘Insieme per la giustizia’ convocato a Milano da Cgil e Uil all’Arco della Pace.https://player.vimeo.com/video/657376305?h=c47f4de004&dnt=1&app_id=122963

“Continuiamo a ribadire che ci vuole una Manovra che tenga conto delle classi più povere“, ribadisce il sindacalista. D’altronde, nel Paese “i poveri sono 2 milioni”, e per il segretario lombardo Uil “bisogna trovare soluzioni”. Ad esempio, attraverso questa mobilitazione diffusa “vogliamo dare un segnale forte al Governo perché sulle pensioni, sul fisco, sul tema del welfare, non va bene”, rincara. Nello specifico, per il sindacalista c’è bisogno di “pensioni più importanti” unite a “garanzie per i giovani che andranno in pensione non si sa quando e per le lavoratrici che hanno perso tanti posti di lavoro anche in questo territorio con la pandemia”.

Accanto a ciò “abbiamo bisogno di un sistema fiscale che regga un concetto di maggiore equità e lotta alle diseguaglianze sociali che la pandemia ci ha consegnato”. Secondo il numero uno della Uil Lombardia urgono insomma “interventi sul cuneo fiscale e su alcune distonie incredibili” del Paese, a partire dall’evasione fiscale: infatti, “recuperare 130 miliardi significherebbe – chiude Margaritella – avere risorse per potenziare l’abbattimento delle tasse”.

Fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»