A 52 anni dalla Strage di Piazza Fontana, Mattarella: «Fu attacco alla democrazia»

Milano, 12 dicembre 1969. Una bomba esplode nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Uccide 17 persone, ne ferisce 88.

Mattarella il 12 dicembre di 52 anni dopo dice che «Fu un attacco alla democrazia (…) Il micidiale ordigno che 52 anni or sono venne fatto esplodere nella sede della Banca nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano, distrusse vite innocenti, sconvolse il Paese, diede avvio a una scia di sangue e terrore che la nostra comunità riuscì a fermare solo dopo anni di impegno e sofferenze».

Il Presidente continua «La memoria di quel feroce attentato resta indelebile nella storia della Repubblica. Venne concepito ed eseguito allo scopo di colpire la democrazia nata dalla lotta di Liberazione, di interrompere il processo di crescita nella partecipazione e nei diritti, di volgere in senso autoritario le istituzioni volute dalla Carta costituzionale». 

Mattarella prosegue il suo discorso commemorativo parlando dei processi dopo quel terribile attentato. «Le lunghe vicende processuali hanno lasciato vuoti e verità non pienamente svelate», afferma Mattarela, «Si tratta di ferite aperte, non soltanto per le famiglie delle vittime, ma per la Repubblica intera. Tuttavia, nonostante manipolazioni e depistaggi, emerge nettamente dal lavoro di indagine e dalle sentenze definitive la matrice eversiva neofascista e l’attacco deliberato alla vita democratica del Paese».

Il Presidente Matterella parla di attentato alla democrazia: «Tutto questo è stato chiaro ben presto alla città di Milano e alla comunità nazionale. La risposta unitaria, solidale, di popolo contro il terrorismo, e contro tutti i terrorismi che insanguinarono l’Italia dopo piazza Fontana, è risultata decisiva per isolare, sradicare e quindi sconfiggere l’eversione. La prova a cui l’Italia venne sottoposta fu drammatica. Ma vinse la democrazia, e con essa prevalsero i valori di cui la Costituzione è espressione».   

Quindi prosegue Mattarella «è necessario fare memoria. La democrazia è un bene prezioso che va continuamente difeso e ravvivato. E l’unità che il nostro popolo ha saputo manifestare, quando l’aggressione ha riguardato i diritti fondamentali della persona e le basi stesse della convivenza, costituisce un patrimonio tuttora prezioso. Passare il testimone alle generazioni più giovani vuol dire trasmettere quella civiltà che è frutto di storia, di cultura, di sacrificio e intelligenza collettiva». 

Quel 12 dicembre del 1969 segnò l’inizio della strategia della tensione. Nello stesso giorno, a Roma, tre attentati provocarono 16 feriti, uno alla Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio, uno in piazza Venezia e un altro all’Altare della Patria. Stragi e attentanti vi furono in Piazza della Loggia (28 maggio 1974), con la Strage dell’Italicus (4 agosto 1974) e alla Stazione di Bologna (2 agosto 1980).