Francia e Spagna, via libera al vaccino anti-Covid per i bambini tra 5 e 11 anni

ROMA – Dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), Francia e Spagna partono con la somministrazione del vaccino anti-Covid ai bambini della fascia 5-11 anni. I primi a partire saranno gli iberici: la Commissione per la sanità pubblica ha approvato oggi la somministrazione per i bambini di età inferiore ai 12 anni, che segue l’ok del Rapporto sui vaccini, il gruppo di tecnici che consiglia le autorità sanitarie spagnole. Il ministero della Salute di Madrid ha comunicato che dal 15 dicembre sarà possibile inoculare la prima dose a tutti i bambini del tra i 5 e gli 11 anni del Paese, che sono pari a 3,3 milioni. La seconda dose del vaccino anti Covid-19 è prevista otto settimane dopo.

In Spagna la fascia di età inferiore ai 12 anni è stata l’unica per la quale non era ancora iniziata la campagna vaccinale ed è anche quella con la più alta incidenza di casi: 412 ogni 100.000 abitanti, quasi il doppio della media della Spagna (248) e oltre il triplo di quella degli adolescenti (133) o degli ultraottantenni (125). Dopo i bambini, i casi maggiormente rilevati sono quelli compresi tra i 30 e i 50 anni.

Da lunedì 20 dicembre toccherà poi ai bambini francesi. L’annuncio è del portavoce del governo di Parigi, Gabriel Attal. L’esponente dell’esecutivo ha precisato che dal 27 dicembre le dosi saranno somministrate anche nelle farmacie, dopo il semaforo verde da parte delle autorità sanitarie (Haute Autorité de santé, Has) che per il momento ha raccomandato di vaccinare circa 360mila bambini fragili o che vivono insieme a persone immunodepresse.

Con il parere favorevole dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), anche in Italia è tutto pronto per la somministrazione del vaccino contro il Covid-19 ai più piccoli. Il commissario all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha dichiarato che si partirà dal 16 dicembre, ma alcune Regioni stanno già organizzando degli open day o anticipando i tempi.

Fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»