Presa la banda dei bancomat fatti saltare con l’esplosivo (il video degli assalti)

Avevano fatto saltare numerosi bancomat e gettato nello scompiglio le notti delle persone svegliata di soprassalto dalla deflagrazione. Adesso sono stati arrestati dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Firenze, supportati dai colleghi delle Compagnie di Foggia e Cerignola (FG, si tratta di A.R. classe ‘84 di Orta Nova (FG), pluripregiudicato per reati specifici, di suo nipote R.R. classe ’99 di Orta Nova (FG), e di G.P. classe ’85 di Stornara (FG), condotti presso le rispettive case circondariali. I tre dovranno rispondere di furto e tentato furto aggravato ai danni di istituti bancari/postali, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi e furto aggravato di autovetture.

La conclusione delle indagini è arrivata dopo una una rapida attività investigativa con l’arresto dei 3 ritenuti responsabili degli assalti ai bancomat di una filiale bancaria di Firenze e di un ufficio postale della provincia.

Il bancomat a Firenze. Le indagini hanno preso avvio a seguito dell’esplosione del bancomat della filiale fiorentina della “Monte dei Paschi di Siena” di via Pistoiese, avvenuta la notte del 27 ottobre scorso. In quella circostanza, come subito emerso dalla visione delle telecamere di videosorveglianza dell’istituto di credito, due uomini travisati con passamontagna, utilizzando un involucro di metallo a forma di “T” contente esplosivo, la cosiddetta “marmotta”, introdotta all’interno dello sportello ATM, lo facevano esplodere, asportando tutto il denaro contenuto, ammontante a diverse decine di migliaia di euro.

La certosina analisi svolta dagli operanti sugli impianti di videosorveglianza e di lettura targa presenti sul territorio, nonché le verifiche compiute sulle persone alloggiate nelle strutture ricettive della zona, hanno consentito di accertare che i responsabili del fatto erano giunti in trasferta a Firenze con un’autovettura “pulita”, presa a noleggio, alloggiando temporaneamente in un Bed&Breakfast.

Gli stessi avevano poi effettuato numerosi sopralluoghi delle aree da colpire e delle relative vie di fuga da utilizzare a seguito del furto. Poi, poche ore prima dell’assalto, avevano asportato in zona un’autovettura con cui avevano raggiunto il bancomat, al fine di non essere individuati.

Tutto in pochi minuti In meno di tre minuti i tre, inserito l’esplosivo all’interno della fessura dell’ATM ed innescatolo tramite una miccia, erano riusciti ad impadronirsi dei contanti presenti all’interno. Per eludere le ricerche delle pattuglie delle Forze dell’Ordine, avevano spento i propri telefoni cellulari per tutta la durata dell’azione e utilizzato strade secondarie per la fuga, abbandonando poi il veicolo rubato prima di ritornare in provincia di Foggia. Lo stesso veicolo era stato infatti rinvenuto dai carabinieri abbandonato nel comune di Signa, con all’interno, una banconota da 20 euro con tracce di inchiostro antirapina del tipo utilizzato nei dispositivi bancomat.

L’ufficio postale di San Casciano Val di Pesa. Nel corso delle indagini veniva inoltre accertato che lo stesso gruppo si era reso responsabile anche del tentativo di furto tramite esplosione del dispositivo ATM dell’Ufficio Postale di Cerbaia a San Casciano Val di Pesa , avvenuto nella notte del 7 novembre scorso.

I tre soggetti, infatti, ricalcando il modus operandi già collaudato nella precedente azione delittuosa, dopo una serie di sopralluoghi ad alcuni bancomat della provincia e dopo aver rubato un’autovettura Alfa Romeo Giulietta, con cui si erano recati presso la sede delle Poste Italiane di Cerbaia facevano deflagrare un sistema esplosivo uguale a quello adoperato per la filiale “Monte dei Paschi”, non riuscendo tuttavia ad asportare il contenuto della cassaforte e dovendo pertanto fuggire.

Per quest’ultimo episodio, grazie ai servizi preventivi di controllo del territorio predisposti ed attuati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Firenze, si riusciva immediatamente a localizzare i fuggitivi che, con l’ausilio della Polizia Stradale di Arezzo, venivano fermati sull’autostrada A1, in provincia di Arezzo, perquisiti, trovati in possesso di arnesi utilizzati per aprire lo sportello bancomat, parte di una miccia, passamontagna e numerose banconote ancora macchiate dall’inchiostro antirapina e, pertanto, sottoposti a fermo di indiziato di delitto d’iniziativa della P.G..

Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a verificare l’eventuale coinvolgimento dei tre soggetti in analoghi episodi avvenuti in provincia di Firenze nell’ultimo periodo tra cui quello di Montespertoli.

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