Migliaia di chili di pellet sequestrati in Italia perché nocivo per la salute

Sequestrate oltre 140 tonnellate, 140mila chili, di pellet in tutta Italia. Tutto prodotto in Paesi esteri e perché messo in commercio con false certificazioni. Il sequestro, effettuato dalla Guardia di Finanza, ha interessato Como, Belluno e Salerno.

Belluno. I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Agordo hanno portato a termine un’operazione finalizzata al contrasto del diffuso fenomeno illecito della commercializzazione di pellet di legno con marchio di qualità ENplus® falsamente dichiarato come certificato, ponendo sotto sequestro oltre 36mila kg di prodotto.

Più nello specifico, gli uomini delle Fiamme Gialle agordine hanno individuato sul territorio una società del settore della commercializzazione di prodotti combustibili ove venivano stoccate per la vendita diverse categorie merceologiche della specie, tra le quali pellet confezionato in sacchi plastificati del peso di 15 kg ciascuno.

Dai minuziosi approfondimenti esperiti è emerso che il prodotto confezionato riportava graficamente caratteristiche tecniche ed indicazioni informative difformi con quelle accreditate dallo schema di certificazione ENplus®, marchio licenziato per l’Italia dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali nella specifica categoria merceologica, risultando così non solo idoneo a trarre in inganno il consumatore finale rispetto alla qualità della merce ma anche potenzialmente nocivo e pericoloso per la salute.

I Finanzieri hanno così sottoposto a sequestro l’intero carico, pari ad oltre 2.400 confezioni risultate già pronte per la commercializzazione al dettaglio, segnalando il rappresentante legale della società alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Belluno per il reato di frode nell’esercizio del commercio, mentre le indagini rivolte alla ricostruzione della filiera commerciale di approvvigionamento del prodotto sequestrato ed alla potenziale individuazione di altre imprese sospettate di operare con analoghe modalità fraudolente sono tuttora in corso.

Como. I finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Como e i funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli dell’UD di Como in servizio presso la Sezione Operativa Territoriale (SOT) di Montano Lucino hanno proceduto al sequestro di circa 54 tonnellate di pellet, importato dalla Russia e confezionato in sacchi da 15 chilogrammi ciascuno, pronti per la vendita al dettaglio.

A seguito di analisi effettuate dai laboratori chimici di ADM, volte a verificare l’eventuale presenza di sostanze nocive e la conformità alle prestazioni energetiche previste dalla normativa di settore, è stato accertato che la partita fermata risultava avere un valore di ceneri superiore e una capacità calorica inferiore rispetto a quanto esposto sulle confezioni. Si tratta dei parametri di qualità più importanti nel mercato del pellet e la falsa indicazione dei relativi valori sull’etichettatura configura il reato di frode in commercio.

Salerno. Nel porto commerciale cittadino, nei giorni scorsi, sono state sequestrate oltre 50 tonnellate di pellet, contenenti informazioni false e/o ingannevoli per il consumatore sulla qualità del prodotto.

Il carico di eco-combustile, proveniente dall’Egitto e pronto per la distribuzione, era destinato a un’azienda campana, operante nel salernitano.

A seguito dell’analisi rischi congiunta sulla merce in arrivo nel Porto di Salerno, i militari della Guardia di Finanza e i funzionari dell’UD di Salerno selezionavano una spedizione di pellet per una verifica merci.

Nel corso dell’ispezione, si è così appurato che sulle confezioni di pellet, mediante la presentazione di documentazione falsa, era stato illecitamente apposto il marchio riconducibile ad una nota società di certificazione della qualità, legittima titolare dei relativi diritti di proprietà intellettuale e totalmente estranea alla vicenda.

All’esito dei riscontri, il responsabile della società coinvolta è stato segnalato all’autorità giudiziaria di Salerno per importazione e commercio di prodotti non a norma, ovvero per la vendita di articoli industriali contraffatti, nonché per falso ideologico.