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Marmocchi: scuola aperta a teatro, musica rap e pittura

Per contrastare la carenza di socializzazione e di relazioni, la scuola, con la cooperativa sociale Valle del Sole e la Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa, organizza i laboratori

Teatro, musica rap e pittura. La scuola media Marmocchi, Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi, apre le aule anche di pomeriggio e lo fa per insegnare in maniera non nozionistica, per svolgere attività di laboratorio con cui venire incontro al mondo dei ragazzi.

Silvia Cortigiano e Marina Cesani

«Il Covid -19 ha fortemente cambiato le modalità di socializzazione dei giovani – afferma Silvia Cortigiano, insegnante di Lettere – che si sono trovati per intere settimane isolati dagli altri ragazzi. Per contrastare la carenza di socializzazione e di relazioni, la nostra scuola, con la cooperativa sociale Valle del Sole e la Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa, organizza laboratori di teatro, musica rap e pittura. L’obiettivo è canalizzare l’energia sopita dall’emergenza sanitaria in attività creative legate alla musica, all’espressione corporea, alla pittura».

Il percorso di musica rap intende coinvolgere i ragazzi nel processo creativo musicale mediante la scrittura rap, il freestyle rap e reggae, lo slam poetry, il body percussion, il soundcoloring. Il musicista-operatore, con un approccio creativo, si avvarrà della musica per l’esplorazione dell’Io e la conoscenza del Sé.

«Il Rap è un linguaggio che i ragazzi e le ragazze conoscono bene e spesso praticano», continua Cortigiano. «Strumento nato in contesti urbani come voce di protesta o addirittura di rivolta di una comunità, il rap oggi va di moda, fa vincere discussi talent-show televisivi e incendia gli animi di migliaia di giovani».

Il rap può rappresentare un efficace strumento per una “maieutica della scrittura”: si inizia a scrivere il rap per gioco, poi si continua a scrivere, magari un articolo, un’opinione, un commento sui social, un piccolo libro o un compito in classe, un progetto.

«Il secondo laboratorio vuole presentare il teatro come luogo di accoglienza e di socialità, un luogo in cui confrontarsi e riconoscersi come comunità. La tecnica teatrale sarà l’improvvisazione, usata come motore per far esprimere i partecipanti e successivamente trasformata in stimolo per approcciarsi ad un testo di riferimento che sarà Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare».

Nel testo le diverse comunità di esseri umani, fate, spiritelli e dei si confrontano, si scontrano e si rincorrono passando appunto l’uno nel mondo dell’altro, transitando nei diversi territori dell’anima. Il laboratorio sarà finalizzato alla comprensione del movimento nello spazio scenico in relazione alla musica, al posizionamento degli altri e agli oggetti presenti in scena.

Il laboratorio di pittura vuol promuovere l’esercizio dell’autoritratto. Il volto è uno dei principali supporti dell’identità personale e l’autoritratto permette di entrare in contatto con la propria identità favorendo l’accettazione di Sé.

La sagoma del proprio corpo aiuta a comprendere le emozioni legate alla crescita e al cambiamento. L’immagine permette di cogliere e di dire ciò che può essere difficile esprimere attraverso la parola. L’espressione di emozioni o desideri risulta particolarmente efficace nell’autoritratto e nella sagoma del proprio corpo e di quello dei compagni.

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