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Affossato Ddl Zan: “Omofobia di palazzo” per Luxuria

“Il Senato ha dato dimostrazione di non voler neanche discutere gli articoli. Si potevano emendare se volevano, sono complici degli omofobi, questa è omofobia di Palazzo Madama. Ci sono gli squadristi fuori che si sporcano le mani, ma ci sono anche quelli che si sporcano la coscienza, e che sono complici”. Si sfoga così Vladimir Luxuria, attivista per i diritti Lgbtq+, durante la manifestazione organizzata a Roma in seguito all’affossamento del Ddl Zan da parte del Senato. Ad esprimere indignazione e rabbia dopo i 154 i voti favorevoli alla tagliola, con il successivo applauso da parte dei senatori del centrodestra, sono state migliaia di persone che hanno manifestato il loro disappunto contro la violazione dei Diritti Umani protestando nelle piazze.

Dopo i molti atti ed episodi violenti contro omosessuali e lesbiche, era richiesta una presa di posizione forte da parte dello Stato in modo da tutelare tutti i cittadini. Il DDL Zan è il disegno di legge contro l’omobitransfobia, è stato accantonato dal Senato. Con 154 voti a favore è stata approvata la richiesta di non esaminare la legge articolo per articolo e procedere a scrutinio segreto. Inoltre, il testo tornerà in commissione non prima di sei mesi. 

Il disegno di legge Zan, prende il nome dal suo creatore, il deputato del PD Alessandro Zan e prevede l’inasprimento delle pene contro i crimini e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili. 

In base al testo del DDL approvato alla Camera nel novembre 2020, i reati collegati all’omofobia sono equiparati a quelli sanciti dall’articolo 604 bis del codice penale che contrasta il razzismo e l’odio su base religiosa, punendo con la reclusione fino a quattro anni le discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Il disegno di legge istituisce anche una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, per promuovere una più diffusa “cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”.

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