Nel Quotidiano

Tutto quanto accade

Olio in calo del 50%, prezzi fino a 20 euro a bottiglia

Caldo e clima riducono la produzione. Buona la qualità

Iniziata con anticipo la raccolta delle olive in Toscana, è già il momento per fare analisi sulla raccolta 2021. La produzione è in calo del 50% e i prezzi a bottiglia sono in crescita. Come spiga  Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca #Confcooperative #Toscana e presidente della Cantina sociale Colli Fiorentini: «Gli ulivi sono in sofferenza, la situazione è difficile perché avremo un 50% in meno di produzione rispetto all’anno scorso».

Le problematiche sono legate alle condizioni atmosferiche: «Prima – spiega Baragli – abbiamo assistito ad una forte ondata di calore: questo, unito alle poche piogge, ha bloccato la crescita delle olive, troppo piccole. E dunque la produzione non può essere tanta: gli olivi hanno sofferto e stanno soffrendo la siccità».

Buona la qualità. Se la quantità è un problema, lo stesso non si può dire per la qualità: «La qualità dell’olio – afferma Baragli – resta ottima anche perché non ci sono stati attacchi significativi della mosca olearia nella nostra zona, da questo punto di vista le temperature alte hanno aiutato. Questo ha permesso di mantenere una qualità media molto alta, a differenza di altre aree della Toscana, come per esempio la costa, dove ci sono state criticità da questo punto di vista».

Caro prezzi. Cala la produzione, ma sale il prezzo. Se l’olio dunque sarà poco, sarà di grande valore. «I prezzi – precisa – subiranno un lieve aumento rispetto all’anno scorso. Andiamo dai 12 ai 20 euro per la bottiglia da un litro, poi ci sono eccezioni per le aziende che producono olio biologico, in quel caso il costo è maggiore».

Anche Coldiretti parla di calo di olio Made in Tuscany con una produzione stimata al ribass del 50% rispetto allo scorso anno compensata da una qualità ottima. #Coldiretti Toscana sulla base dell’analisi del Consorzio per la Tutela dell’olio extravergine di oliva toscano IGP osserva che «la campagna olivicola – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – si apre con uno scenario diverso rispetto allo scorso anno. L’andamento climatico, con eventi estremi caratterizzati dalla gelata tardiva di aprile e dalla siccità estiva, ha giocato inevitabilmente un ruolo decisivo sulla produzione complessiva. Fortunatamente l’apporto idrico, se pur limitato delle poche piogge, ha permesso alla drupa di riprendere vigore dopo il lungo periodo siccitoso. I frutti sono sani».

L’olio toscano. Secondo i dati Coldiretti, la produzione di olio in Toscana dovrebbe attestarsi intorno ai 80/90 mila quintali contro i 150 mila quintali dello scorso anno. La coltivazione dell’olivo è diffusa in tutta la Toscana con circa 100mila ettari di superficie coltivata, situati per il 90% in zone collinari o di bassa montagna e distribuiti prevalentemente nelle province di Firenze, Grosseto, Siena e Arezzo. Oltre 70mila aziende coltivano olivi, ma il 43% di esse ha una superficie inferiore all’ettaro, il 60% inferiore a due ettari. Sono cinque le DOP e IGP degli oli extravergini di oliva, registrate dall’Unione Europea, che si riferiscono a zone di produzione comprese nel territorio regionale – Toscano IGP, Chianti Classico DOP, Terre di Siena DOP, Lucca DOP, Seggiano DOP

Coldiretti teme una nuova invasione delle importazioni di olio straniero sul mercato: «Nell’ultimo anno – spiega ancora Filippi – le importazioni di olio straniero sono aumentate del 5% superando le 700 milioni di bottiglie su scaffali di supermercati, negozi e discount con allarme sulla qualità del prodotto portato in tavola. Diffidate dei prezzi troppo bassi, guardate con più attenzione le etichette e acquistate extravergini a denominazione di origine Dop e Igp».

RSS
Follow by Email
Share
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: