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Fronte del porto: minaccia di blocco delle merci contro il green-pass

A rischio il rifornimento delle merci. Lo sciopero di domani contro l’obbligo di green-pass per i lavoratori rischia di mettere in difficoltà l’Italia. Specialmente la protesta dei portuali che minacciano di incrociare le braccia ad oltranza, anche fino a mettere in discussione l’arrivo dei regali di Natale.

Stamani il Governo ha convocato i i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri) e al centro della riunione ci saranno i provvedimenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambito nel quale rientra a pieno titolo proprio l’introduzione del Green pass.

Una settimana di sciopero. Intanto la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha invitato la Federazione italiana sindacati intercategoriali e la Confederazione sindacati autonomi federati italiani a revocare lo sciopero proclamato da domani al 20 ottobre dandone comunicazione entro cinque giorni. La stessa Commissione ha inviato una nota al Ministro dell’Interno in cui si esprime “particolare preoccupazione”  in merito agli scioperi per il “possibile verificarsi, alla luce del delicato contesto sociale, di gravi comportamenti illeciti”.

Il fronte dei porti. A Trieste il comitato dei lavoratori del Porto (Clpt) ha minacciato di fermare l’attività “a oltranza” se non ci sarà uno slittamento della misura sull’obbligo del green-pass. Le società di gestione al Porto di Palermo hanno già fatto sapere che non si faranno carico dei tamponi. E la protesta rischia di estendersi ad altri scali marittimi della penisola. Il problema rischia tra l’altro di estendersi all’autotrasporto, tenuto contro che un camionista su tre non ha il Green pass, un dato che sale all’80% nel caso degli autisti stranieri. A Genova alcuni terminalisti del porto pagheranno i tamponi ai dipendenti non vaccinati. Rischi anche a Gioia Tauro e Livorno dove però ancora non sono state annunciate proteste. Nei porti pugliesi e campani, a Venezia e a Napoli l’alto tasso di lavoratori vaccinati dovrebbe scongiurare disagi e azioni di protesta. Anche a Civitavecchia, dove pure le percentuali di non immunizzati siano più alte che altrove, non sono previsti blocchi.

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