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Esercito ai distributori: la Brexit mette in crisi il rifornimento di carburanti

Mancano 100mila trasportatori. In difficoltà il sistema di logistica

L’Esercito pronto a intervenire per rifornire i distributori di carburanti del Regno Unito dopo quattro giorni di code e di pompe chiuse per mancanza di approvvigionamento.

La mancanza di autotrasportatori dovuta alle conseguenze alla burocrazia dei visti di ingresso causa Brexit, ha messo in crisi il sistema di rifornimento e mandato nel panico gli inglesi che hanno preso d’assalto le pompe.

Adesso sono almeno 150 i conducenti di autocisterne militari pronti a rifornire j distributori esauriti a causa dell’acquisto di panico.

L’aumento della domanda è avvenuto tra i timori che una carenza di conducenti avrebbe colpito la fornitura di carburante, che tuttavia è abbondante nelle raffinerie e per il governo britannico il panico è del tutto ingiustificato.

Causa Brexit, è stato stimato che negli ultimi mesi il Regno Unito sia a corto di oltre 100mila conducenti di camion, e questo provoca problemi a una serie di industrie, compresi i fornitori di generi alimentari e i supermercati.

Problemi di reperibilità di manodopera nel Regno Unito come conseguenza della Brexit sono tali da rendere possibile il rischio di una profonda crisi di approvvigionamento nell’imminente inverno. La presenza di lavoratori rumeni e bulgari nel Regno Unito, normalmente impiegati in settori della logistica e della produzione alimentare meno retribuiti, è scesa di quasi 90mila unità, ovvero il 24%, dalla fine del 2019.

In generale i dipendenti dei Paesi dell’Est Europa hanno visto una diminuzione di di oltre 100mila addetti, ovvero il 12%. Oltre alla carenza di camionisti, mancano decine di migliaia di lavoratori agricoli stagionali e 14mila necessari negli impianti di lavorazione della carne.

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