DRAGHI ALL’ONU: ATTENZIONE AI DIRITTI UMANI E AL CLIMA

Accorato appello del Presidente del Consiglio Mario Draghi all’ONU. Dobbiamo essere positivi per il futuro ma con un attenzione particolare alle donne afgane e al clima del nostro pianeta. “Da qualche tempo assistiamo a un progressivo indebolimento del multilateralismo, che ha garantito pace, sicurezza e prosperità a partire dal Dopoguerra”, afferma il presidente del Consiglio. “Gli ultimi mesi ci hanno però posto davanti a problemi che non possiamo risolvere da soli. Penso alla pandemia, e al rischio di nuove e pericolose varianti del virus. Al cambiamento climatico e alla difesa della biodiversità. Alla ripresa economica e alla lotta alle diseguaglianze e all’insicurezza alimentare. Alla risoluzione dei conflitti e al contrasto al terrorismo. Questi temi sono al centro dell’Assemblea Generale e dell’agenda del nostro governo. Sono anche il cuore della presidenza italiana del G20, per cui abbiamo scelto il motto ‘People, Planet and Prosperity”. 

“La campagna di vaccinazione ci ha restituito fiducia nella nostra capacità di conquistare una nuova normalità” ma “la pandemia non è finita e anche quando lo sarà avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze” ha sottolineato Draghi che poi ha aggiunto “Queste disparità sono moralmente inaccettabili: meno vaccinazioni equivalgono a più morti”. Per questo è necessario aumentare i vaccini per i paesi poveri.

E poi il clima: “Gli eventi meteorologici estremi sono destinati a intensificarsi nei prossimi decenni. Le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità indicano che i cambiamenti climatici causano già oggi 150.000 morti all’anno, che potrebbero diventare 250.000 tra il 2030 e il 2050″. Il premier si sofferma sull’importanza di “agire ora, per tutelare il pianeta” a favore delle generazioni future.

Mario Draghi parla anche dei diritti umani fondamentali, troppo spesso cancellati:  a partire da quelli delle donne afghane: “la composizione del nuovo esecutivo non risponde alle aspettative della comunità internazionale di un governo inclusivo e rappresentativo delle diverse componenti etniche, sociali e religiose. Abbiamo davanti il rischio – avverte – di una catastrofe sociale e civile. Dobbiamo evitare che l’Afghanistan torni ad essere una minaccia per la sicurezza internazionale. Mi riferisco in particolare alla presenza in territorio di gruppi affiliati ad Al-Qaeda e Daesh”.