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Oltre 500 licenziamenti, per Gkn e Bekaert il futuro è in tribunale

Tengono banco su questo finire d’estate, le scandalose vicende Gkn e Bekaert che hanno portato al licenziamento di 422 dipendenti dell’azienda di Campi Bisenzio e 113 di quella di Figline Incisa.

Per quanto riguarda al Gkn i sindaci di Firenze e Campi Bisenzio Dario Nardella e Emiliano Fossi hanno scritto al Premier Mario Draghi per dire «No a un profitto senza scrupoli». Nella lettera si legge come «Quello che è successo alla GKN riguarda tutti noi. È già accaduto e accadrà ancora se non cambieranno le regole. Le persone e i territori non possono essere trattati così, come se fossero strumenti di un profitto senza scrupoli».

Per questo «dobbiamo impegnarci a rimettere le persone e i territori al centro dello sviluppo. E dobbiamo lavorare perché la transizione ecologica non diventi una scusa ma sia l’occasione per difendere insieme l’ambiente e il lavoro, sostenendo le imprese che si impegnano a farlo». E quindi chiedono che «le istituzioni si schierino, tutte insieme, dalla parte delle persone».

Licenziamenti di una estate calda

La questione Gkn era stata al centro dell’udienza in merito al ricorso presentato dal Segretario Generale della Fiom-Cgil di Firenze, Daniele Calosi, contro Gkn per comportamento antisindacale. I legali della Fiom, Andrea Stramaccia e Franco Focareta, hanno illustrato il perché la Cgil ritiene «antisindacale la modalità di chiusura immediata senza preavviso dell’azienda in violazione di norme specifiche del contratto collettivo nazionale metalmeccanici e degli accordi sindacali siglati dalla Rsu, in aperta violazione dei principi di buonafede e correttezza che devono ispirare le relazioni sindacali». Tra qualche giorno è attesa la sentenza del Tribunale di Firenze.

Anche la vicenda Bekaert è finita in tribunale. Sono stati infatti i primi ricorsi contro i licenziamenti presentati da due ex lavoratori patrocinati dalla Fiom Cgil di Firenze. Per il segretario Fiom, Daniele Calosi, «Abbiamo ritenuto illegittimi quei licenziamenti fin dall’inizio e abbiamo deciso di impugnarli perché era possibile trovare una soluzione occupazionale utilizzando strumenti alternativi. L’azienda e le istituzioni, a partire dal Governo, non hanno fatto niente per evitare questi licenziamenti che la Fiom no, ma la Regione Toscana ha invece sottoscritto».

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